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Versione stampabile  Nell'incontro odierno con i componenti della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati la GEC ha presentato le schede contenenti le proposte di intervento sui temi dell'organizzazione degli uffici giudiziari, dello status dei magistrati e della efficienza del processo. Il Presidente e il Segretario generale hanno esposto il metodo di elaborazione delle schede e la scala delle priorità sui contenuti. In particolare, si sono manifestate preoccupazioni in ordine alla imminente scopertura di sedi disagiate, collocate soprattutto nelle regioni del sud d'Italia, per effetto della norma ordinamentale che impedisce ai magistrati di prima nomina di svolgere funzioni monocratiche requirenti e giudicanti penali, con gravi riflessi sull'esercizio del controllo di legalità in aree connotate da pervasiva presenza criminale. Anche rispondendo a precise sollecitazioni dei parlamentari, i vari componenti della GEC hanno formulato e argomentato una serie di proposte sul versante del funzionamento del processo. In relazione alla giustizia penale, si sono evidenziati alcuni interventi indilazionabili in tema di notifiche, processo nei confronti di imputati irreperibili, udienza di programma, impugnazioni, istituto della irrilevanza penale del fatto. Quanto poi alla giustizia civile, si è indicata soprattutto l'esigenza di semplificazione dei riti e delle notifiche, anche mediante l'utilizzo dei mezzi telematici (posta elettronica certificata), nonché l'esigenza di riformare l'istituto delle impugnazioni e rafforzare le procedure di mediazione e conciliazione. Con riguardo al versante della organizzazione, le proposte della GEC si sono concentrate sulla revisione delle circoscrizioni, la riorganizzazione degli uffici e la riqualificazione del personale amministrativo. I rappresentanti della GEC non hanno mancato di illustrare il punto di vista dell'associazione sui recenti interventi normativi in materia di sicurezza, con riferimento all'impatto sull'organizzazione degli uffici della proposta di introdurre il reato di ingresso clandestino. I parlamentari hanno chiesto informazioni sul tema dei costi della giustizia, sollecitando indicazioni per una migliore allocazione delle risorse attualmente disponibili. Su tale punto i rappresentanti della GEC hanno evidenziato la necessità di impiegare in modo più razionale e mirato le risorse attualmente disponibili e la possibilità di acquisire ingenti risorse mediante il recupero delle spese processuali e delle pene pecuniarie e mediante l'acquisizione all'Erario delle elevatissime disponibilità (circa 1,6 miliardi di euro) dei depositi giudiziari cd. "dormienti". Quanto all'eventuale futuro stanziamento di risorse per la giustizia, la Giunta ha indicato come priorità la necessità di utilizzare i fondi per adempiere al pagamento di straordinari del personale di cancelleria, al fine di assicurare lo svolgimento pomeridiano delle udienze. I lavori in commissione giustizia si sono svolti in un clima di dialogo costruttivo che, secondo le indicazioni degli stessi parlamentari, può rappresentare la prima tappa di un percorso di collaborazione e confronto. Roma, 11 giugno 2008 La Giunta Esecutiva Centrale |