Una voce sola da Milano a Palermo, no a riforme distruttive.Si sono svolte sabato 30 gennaio, presso tutte le Corti d'Appello, le cerimonie di apertura dell'Anno giudiziario in occasione delle quali l'Anm ha manifestato il proprio dissenso indossando la toga ed esibendo una copia della Costituzione per simboleggiare il forte attaccamento alla funzione giudiziaria e alla Carta costituzionale; al momento dell'intervento del rappresentante del Ministero i magistrati hanno lasciato in maniera composta l'aula per testimoniare il proprio disagio per le iniziative legislative in corso. Il presidente dell' Anm, Luca Palamara ha ribadito: "Il nostro é un gesto che vuole esprimere in modo composto il forte disagio della Magistratura per le mancate riforme del sistema Giustizia". I rappresentanti distrettuali dell'Anm hanno dato lettura di un documento unitario dell'Anm con il quale si è detto basta agli insulti, alle aggressioni e alle falsità sulla produttività dei magistrati e si sono chieste vere riforme che non siano distruttive del sistema giudiziario. Al termine delle cerimonie l'Anm ha distribuito ai presenti e alla stampa il dossier "Le verità dell'Europa sui magistrati italiani" elaborato dall'Anm sulla base dei dati forniti dalla Commissione Europea per l'efficacia della giustizia (CEPEJ 2008). Documento unitario Anm  Dossier "Le verità dell'Europa sui magistrati italiani"   | (Luca Palamara, pres. Anm e Marco Mancinetti, pres. Sez. Anm di Roma alla cerimonia presso la Corte d'Appello di Roma) |
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In Cassazione la cerimonia di apertura dell'anno giudiziario 2010 si è svolta un giorno prima, venerdì 29 gennaio. alla presenza del Capo dello Stato. Molto apprezzata da tutti è stata la relazione svolta dal Presidente Vincenzo Carbone. "Si sta perdendo la visione d'insieme del sistema delle regole processuali", ha detto il Presidente Carbone intervenendo sulle riforme in materia di giustizia. "Non si può andare avanti a piccoli passi e cambiando strada continuamente. Serve un disegno organico e di ampio respiro, da attuare con coerenza e senza approssimazioni, tenendo sotto stretta osservazione la fase attuativa". Il procuratore generale della Corte di cassazione, Vitaliano Esposito, ha rivolto, invece, un appello perché si metta fine ai contrasti tra magistratura e classe politica definendoli "non più tollerabili" ed ha aggiunto "E' necessario che si fermi la spirale delle tensioni non solo tra le parti politiche ma anche tra le istituzioni". Relazione del Presidente Vincenzo Carbone  |