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4 agosto 2017

Ddl civile. Anm: no a soppressione tribunali minorili


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Roma, 4 agosto 2017 - "L’Anm non ha condiviso il disegno di legge che prevedeva la soppressione del Tribunale e della Procura per i Minorenni, sostituiti da sezioni specializzate rispettivamente incardinate nei Tribunali e nelle Procure ordinarie". Spiega una nota dell'Associazione Nazionale Magistrati: "Tale opzione legislativa avrebbe determinato la dispersione del prezioso patrimonio giurisdizionale 'specializzato' accumulato da tutto il comparto minorile, con inevitabile pregiudizio per gli utenti di questo delicato settore".
L’Anm "non si è limitata però ad una mera contrarietà alla suddetta opzione legislativa, piuttosto sostenendo con determinazione ed apertura al confronto la necessità di costituire un Tribunale Distrettuale per la Famiglia ed i Minori, con correlativa specializzazione, autonomia organizzativa e rappresentanza esterna della Procura. Tale impostazione avrebbe consentito di difendere la preziosa specificità di tutto il comparto minorile, al contempo superando le diverse competenze nel medesimo settore che tuttora si ripartiscono tra diversi organi giudiziari (Tribunale per i Minorenni, Tribunale Ordinario, Giudice Tutelare)".
L’Anm ha sostenuto "con trasparenza ed apertura al confronto dialettico intercategoriale tale impostazione, aprendosi al dialogo con le Istituzioni e l’Avvocatura, per trovare un punto di equilibrio razionale e condiviso.
Nel prendere favorevolmente atto della decisione adottata dal Ministro della Giustizia di 'stralciare' la riforma del settore minorile, non procedendosi pertanto alla soppressione degli Uffici Minorili, l’Anm non può che sottolineare con soddisfazione come la perseveranza nel metodo democratico adottato, nutritosi di confronto privo di pregiudiziali, senza mai inclinare nella semplificazione demagogica e nella sterile oppositività, abbia prodotto comunque un positivo risultato, che fa salva la specificità del comparto minorile, restando peraltro pienamente percorribile una riforma che porti all’auspicata creazione di un Tribunale Distrettuale della Famiglia con correlativa Procura specializzata".
L’Anm - conclude la nota - "auspica che, per altro verso, prosegua il confronto sugli ulteriori contenuti del DDL Civile, rispetto al quale la rilevata sussistenza di alcune criticità consiglia un ulteriore ed attento esame che veda anche il coinvolgimento dell’avvocatura".



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