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dei magistrati italiani. Tutela i valori costituzionali, l'indipendenza e l'autonomia della magistratura.
    

5 giugno 2019

Inchiesta Perugia, ANM unanime: dimissioni per togati CSM coinvolti

Convocata l'assemblea generale dei soci il 14 settembre 2019


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I gravissimi episodi emersi da quanto riferito dalla stampa in relazione alle indagini svolte dalla procura di Perugia, suscitano sconcerto, turbamento e anche indignazione nei magistrati italiani.
I profili di rilevanza penale e disciplinare saranno oggetto delle valutazioni dei competenti organi.
Emergono, in ogni caso, gravissime violazioni di natura etica e deontologica: incontri, avvenuti al di fuori della sede istituzionale del consiglio e aventi ad oggetto anche la nomina dei Procuratori di Roma e Perugia, ai quali hanno partecipato consiglieri in carica, due deputati, uno dei quali magistrato in aspettativa e l'altro imputato nell'ambito di un procedimento trattato dalla Procura della Repubblica di Roma ed un ex consigliere, aspirante all'incarico semidirettivo di procuratore aggiunto di Roma e indagato dalla procura di Perugia.
Tali condotte, mai smentite dai diretti interessati, rappresentano con evidenza un'inammissibile interferenza nel corretto funzionamento dell'Autogoverno che, negli equilibri costituzionali, è presidio fondamentale dell'indipendenza della magistratura e non possono in alcun modo essere giustificate o sminuite in considerazione dell'incalcolabile danno che hanno arrecato all'Istituzione e ai singoli magistrati che si ispirano, nel loro operare quotidiano, a rigorosi principi di correttezza.
Un consigliere si è già dimesso, altri quattro hanno deciso di "autosospendersi".
Ma non basta.
In questa fase estremamente critica, il Comitato Direttivo Centrale dell'ANM chiede che gli ulteriori consiglieri direttamente coinvolti nella vicenda rassegnino le loro immediate dimissioni dall'incarico istituzionale per il quale, evidentemente, non appaiono degni.
Il Cdc dell'ANM, inoltre, deferisce al Collegio dei Probiviri, cui spetterà di verificare la sussistenza di violazioni del codice etico, i colleghi Palamara, Ferri, Spina, Lepre, Cartoni, Criscuoli e Morlini, riservandosi di deferire altri colleghi che risultassero coinvolti nella medesima vicenda o in altre simili. A tal fine richiede la trasmissione degli atti ostensibili del relativo procedimento penale alla Procura Generale della Corte di cassazione e al Consiglio Superiore della Magistratura.
Il Cdc dell'ANM, ritiene che, al fine di prevenire il ripetersi di tali gravissimi episodi di degenerazione del sistema dell'autogoverno, sia necessario aprire uno spazio di dibattito e di riflessione interna all'associazione, che garantisca la più ampia partecipazione di tutti i magistrati, per l'elaborazione di proposte che, anche attraverso la modifica di norme esistenti, consentano di apprestare misure effettive a tutela del Governo Autonomo.
Al riguardo, il CDC individua le seguenti linee di intervento:



  • proposte di modifica del sistema elettorale per la designazione dei consiglieri togati del CSM che garantisca una maggiore rappresentatività e una maggiore partecipazione democratica;

  • modifiche statutarie che introducano forme di incompatibilità tra incarichi associativi e incarichi istituzionali;

  • proposte di modifica del testo unico della dirigenza in modo da privilegiare l'esperienza giudiziaria maturata positivamente rispetto ad altri parametri;

  • proposta di calendarizzazione delle pratiche relative alla nomina di direttivi e semidirettivi secondo rigorosi criteri cronologici legati all'effettiva vacanza del posto da coprire;

  • proposta di innalzare i limiti minimi di valutazione di professionalità necessari per concorrere agli incarichi direttivi e semidirettivi;

  • reintroduzione della norma che prevedeva il divieto per almeno due anni per i consiglieri superiori uscenti di presentare domanda per incarichi direttivi o semidirettivi o per essere collocati fuori ruolo;

  • introduzione di analoga norma che preveda che i magistrati fuori ruolo possano presentare domanda per incarichi direttivi o semidirettivi solo trascorsi almeno due anni dal rientro in ruolo;

  • divieto di ritorno all'esercizio delle funzioni giudiziarie per magistrati che hanno assunto incarichi politici, che dovranno essere ricollocati in funzioni amministrative;

  • introduzione del periodo minimo di legittimazione di quattro anni per proporre domande di tramutamento anche per i presidenti di Corte d’Appello, Procuratori Generali presso le Corti d’Appello ed equiparati.


Il Cdc ritiene, infine, che sia necessaria una vera e propria opera di sensibilizzazione culturale per combattere il carrierismo che, dopo la riforma dell'ordinamento giudiziario, sembra interessare settori sempre più ampi della magistratura. È infatti imprescindibile che tutti i magistrati rispettino la norma del codice etico che fa divieto di adoperarsi impropriamente per ottenere promozioni.
Il Cdc delibera di convocare l’Assemblea Generale sui temi oggi discussi per la data del 14 settembre 2019 presso l’Aula Magna della Suprema Corte di Cassazione ore 10:00.
Invita le Giunte sezionali a indire le assemblee distrettuali ai sensi di Statuto.
Approvato all’unanimità dal Comitato Direttivo Centrale



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