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3 giugno 2010

L'Anm sulla riforma del processo del lavoro

L'Anm ribadisce con fermezza le forti perplessità, già espressenei propri documenti ed in pubblici dibattiti, in relazione aldisegno di legge S 1167/B, approvato il 3 marzo 2010, che introducerilevanti modifiche del processo del lavoro.


L'Anm ribadisce con fermezza le forti perplessità, già espresse
nei propri documenti ed in pubblici dibattiti, in relazione al
disegno di legge S 1167/B, approvato il 3 marzo 2010, che introduce
rilevanti modifiche del processo del lavoro.



E',infatti, preoccupante l'intento che traspare dalle
disposizioni approvate di mortificare il ruolo determinante del
giudice del lavoro, attraverso la limitazione del potere
interpretativo.



Ed è altrettanto non condivisibile la riduzione dei diritti dei
lavoratori, che rischiano di dover soggiacere alle pressioni del
datore pur di pervenire all'assunzione, attraverso la
sottoscrizione di un contratto che potrebbe non corrispondere alle
reali modalità di svolgimento del rapporto.



L'Anm rileva, inoltre, che l'esclusione di maggiori oneri per il
bilancio dello Stato con riferimento le previste commissioni di
conciliazione induce seri dubbi in ordine alla effettiva
operatività della procedura.



Va riaffermato che per il concreto funzionamento del settore
giustizia occorre l'adozione di riforme organiche ed idonei
investimenti di personali e di mezzi, e non di interventi che non
potranno consentire la piena attuazione dei diritti dei
cittadini.




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