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3 giugno 2010

Sulle vicende relative alla indagine di Trani

La Giunta Esecutiva Centrale esprime preoccupazione perl'iniziativa del Ministro della giustizia di disporre unaispezione presso la Procura di Trani, che, per le modalità e itempi in cui è stata avviata, e per l'oggetto della stessa, rischiadi alterare il corretto rapporto tra le attività di indagine degliuffici di procura e i poteri ispettivi del Ministro.


La Giunta Esecutiva Centrale esprime preoccupazione per
l'iniziativa del Ministro della giustizia di disporre una
ispezione presso la Procura di Trani, che, per le modalità e i
tempi in cui è stata avviata, e per l'oggetto della stessa, rischia
di alterare il corretto rapporto tra le attività di indagine degli
uffici di procura e i poteri ispettivi del Ministro.



L'Anm ha più volte sottolineato come l'inizio di attività
ispettive, e soprattutto il loro annuncio a mezzo stampa, per ogni
indagine che assuma rilevanza esterna, secondo una prassi purtroppo
consolidata e che risale anche ai precedenti Ministri, rappresenta
oggettivamente una interferenza sulle indagini in corso e rischia
spesso di suonare come una intimidazione nei confronti dei
magistrati interessati dall'ispezione.



In questo contesto, appaiono particolarmente gravi le
dichiarazioni del Ministro della Giustizia che, di fronte alla
ineccepibile iniziativa del Consiglio Superiore della Magistratura
di aprire una pratica relativa all'ispezione, trattandosi di
questione "connessa a rapporti istituzionali", ha accusato l'organo
di governo autonomo di violare la Costituzione.



Riteniamo, inoltre, gravi e intollerabili gli insulti che, anche
in questa occasione, il Presidente del Consiglio ha rivolto
alla magistratura.



L'Anm ha più volte condannato gli episodi di violazione del
segreto investigativo. La diffusione di atti di indagine segreti
danneggia le indagini e, nel contempo, le persone coinvolte e non
consente una corretta informazione su quanto realmente accaduto.
Chiediamo a chi ne ha la competenza di fare il possibile per
individuare e sanzionare i responsabili della violazione del
segreto.



I fatti che emergono dalle intercettazioni, per come riferiti
dai giornali, sono per molti versi preoccupanti, in quanto
coinvolgono alti esponenti delle istituzioni, autorità di garanzia
e anche un componente del Csm, che sarebbero accusati di
comportamenti gravi e contrari ai loro doveri istituzionali. Il
danno provocato dalla fuga di notizie si è ormai verificato.
Auspichiamo che, compatibilmente con le esigenze di accertamento e
di indagine, l'autorità giudiziaria ed il Csm possano dare una
risposta istituzionale nel più breve tempo possibile.



In questa occasione non possiamo che ribadire ancora una volta
che la credibilità del lavoro e dell'attività del magistrato, anche
fuori dell'esercizio delle funzioni giudiziarie, passa attraverso
la trasparenza e  la linearità dei comportamenti,
l'indipendenza e la non contiguità con  gli altri poteri, la
rigorosa professionalità e il pieno rispetto delle regole
processuali.




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