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9 agosto 2011

Sottosezione di Pisa 13.07.2011

I Magistrati della Sottosezione diPisa si sono riuniti in assemblea il 13.7.2011 per discutere dellecondizioni di lavoro dei giudici. In occasione dell'incontro sono stati esaminati alcuni episodi,anche di una certa gravità, verificatisi ai danni di una colleganel corso di una udienza civile, ovviamente tenuta in assenza dicancelliere;


I Magistrati della Sottosezione di
Pisa si sono riuniti in assemblea il 13.7.2011 per discutere delle
condizioni di lavoro dei giudici.



In occasione dell'incontro sono stati esaminati alcuni episodi,
anche di una certa gravità, verificatisi ai danni di una collega
nel corso di una udienza civile, ovviamente tenuta in assenza di
cancelliere; è stata commentata la nota del Presidente del
Tribunale con la quale vengono indicate le misure dirette a ridurre
l'uso della carta; si è ricordato che ormai da anni non è più
disponibile per i magistrati autovettura di servizio per lo
svolgimento di attività esterne di Ufficio; è stata giudicata
drammatica la situazione in cui versa il personale amministrativo
che, già abbondantemente al di sotto dell'organico, risulterà
decurtato di ulteriore dieci unità nel prossimo biennio per effetto
di previsti pensionamenti.



La carenza di risorse umane e materiali già ampiamente denunciate
in tutte le sedi italiane e registrate anche presso il nostro
Tribunale non possono trovare soluzioni a cura dei Capi degli
Uffici attraverso strumenti organizzativi e nonostante questi
abbiano fino ad oggi profuso un ammirevole impegno nello
svolgimento dei compiti loro affidati.



I deficit operativi - esistenti ormai da anni tanto da avere
determinato prassi consolidate, spesso irrituali - hanno indotto
progressivamente il giudice a sopperire personalmente alle carenze
a vari livelli (attraverso contributi individuali, materiali e
nell'esercizio quotidiano della giurisdizione), troppo spesso
rinunciando anche alle condizioni di decoro minime della
funzione.



Ciò ha comportato un progressivo svilimento del ruolo del giudice
- favorito vieppiù dalla inesorabile azione di sistematica
delegittimazione della magistratura nel suo complesso - che lo vede
esposto ad atteggiamenti ipercritici anche da parte dei soggetti e
delle categorie professionali con le quali si trova ad operare,
oltre che di una utenza ormai pregiudizialmente orientata ad
addebitare al magistrato carenze e disfunzioni ascrivibili in via
esclusiva alla politica di abbandono del nostro settore.



In una tale situazione, paradossalmente, ogni sforzo personale
volto a sopperire a carenze e criticità, oltre a non essere neppure
riconosciuto od apprezzato, produce effetto contrario a quello
auspicato determinando una assuefazione che assimila soluzioni
volontarie e "prassi virtuose" a comportamenti doverosi in un
crescendo di sempre maggiori pretese che espongono i singoli ad una
condizione di imposta supplenza divenuta ormai inesigibile in
relazione alle sempre più pressanti istanze e macroscopiche
disfunzioni.



La situazione descritta mortifica la dignità della funzione
giudiziaria e la dimensione umana del singolo giudice a tutela
delle quali occorre assumere posizioni decise che siano adeguate a
chiarire definitivamente che la Giustizia italiana oggi sopravvive
solo grazie al senso di responsabilità dei magistrati ed al
continuo ruolo di supplenza che essi svolgono ormai da
decenni.



Tuttavia le iniziative fin qui intraprese in sede locale,
generalmente rivolte ad una sensibilizzazione della società civile
e ad un coinvolgimento rispetto alle problematiche descritte da
parte delle categorie professionali interessate, sono risultate
poco efficaci e sostanzialmente improduttive.



Ben altre e più decise iniziative, allora, si impongono, ma esse,
per garantire maggiore efficacia, dovranno essere deliberate in una
dimensione nazionale mobilitando, secondo le modalità ritenute più
opportune, tutti i magistrati.



Per queste ragioni la sezione ANM di Pisa ritiene di dover
rivolgere una sollecitazione all'ANM nazionale perché promuova
azioni a tutela del recupero delle condizioni minime di dignità del
singolo magistrato e della istituzione giudiziaria.



Ciò non esclude che, in assenza di idonee e concrete prese di
posizione degli organi centrali dell'ANM, peraltro inutilmente fino
ad oggi invocate da più parti, l'organo rappresentativo locale
dell'associazione possa autonomamente adottare le iniziative
che  riterrà più opportune.



Il Presidente della Sottosezione ANM di Pisa

Pietro Murano




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