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21 marzo 2013

Intermagistrature sul decreto legislativo in materia di fuori ruolo

Il Comitato di Coordinamento tra leMagistrature e l'Avvocatura di Stato, in relazione alla bozza deldecreto legislativo recante individuazione di ulteriori incarichiche comportano l'obbligatorio collocamento fuori ruolo deimagistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari e degliavvocati e procuratori dello Stato (decreto da emanarsi dal Governoai sensi dell'art. 1, commi 66 e 67, della legge 6 novembre 2012,n. 190), esprime preoccupazione per alcuni profili che appaiono nonin linea con la ratio della citata disposizione della leggeanti-corruzione.


Il Comitato di Coordinamento tra le
Magistrature e l'Avvocatura di Stato, in relazione alla bozza del
decreto legislativo recante individuazione di ulteriori incarichi
che comportano l'obbligatorio collocamento fuori ruolo dei
magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari e degli
avvocati e procuratori dello Stato (decreto da emanarsi dal Governo
ai sensi dell'art. 1, commi 66 e 67, della legge 6 novembre 2012,
n. 190), esprime preoccupazione per alcuni profili che appaiono non
in linea con la ratio della citata disposizione della legge
anti-corruzione.



Il Comitato condivide la finalità
della legge n. 190/2012, diretta a limitare il periodo massimo di
fuori ruolo in dieci anni, ad evitare la formazione di "carriere
parallele", e a rafforzare le garanzie di terzietà delle
Magistrature e dell'Avvocatura dello Stato.

Il richiamo all'istituto della aspettativa senza assegni, contenuto
nella bozza di decreto, rischia di vanificare il limite temporale
di dieci anni previsto dalla legge, potendo essere interpretato nel
senso che il collocamento in aspettativa sia possibile anche per
chi ha raggiunto tale limite massimo.



Inoltre, la bozza di decreto cita
alcuni incarichi che appaiono non compatibili con lo status di
magistrato e, quindi, non autorizzabili (direttore e vice direttore
delle agenzie, capo dipartimento dei ministeri, cariche presso
organi o enti partecipati o controllati dallo Stato, incarichi
presso enti territoriali e locali).



Il Comitato auspica che
nell'esercizio della delega si tenga conto dei rilievi formulati e
si manifesta fin d'ora la disponibilità ad essere sentiti, ove
ritenuto opportuno.




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