L'ANM è l'associazione cui aderisce circa il 90%
dei magistrati italiani. Tutela i valori costituzionali, l'indipendenza e l'autonomia della magistratura.




http://www.associazionemagistrati.it/1987/nel-ricordo-di-paolo-borsellino-lintervento-del-presidente-dellanm-di-palermo-matteo-frasca.htm
Sezioni e sottosezioni ANM | Documenti ufficiali
18 luglio 2015

Nel ricordo di Paolo Borsellino - L'intervento del Presidente dell'ANM di Palermo Matteo Frasca

Palermo, Aula Magna della Corte di Appello [sabato, 18 luglio 2015, ore 15.00]

Signor Presidente della Repubblica,

è con viva emozione che, a nome mio e della Giunta distrettuale dell'ANM che rappresento, Le porgo il deferente saluto dei Magistrati del distretto di Palermo ed un autentico sincero ringraziamento per la Sua presenza, che ci onora oltremodo, qui, in quest’Aula Magna, intitolata alla memoria di Giovanni Falcone, di Paolo Borsellino e di Francesca Morvillo.

Rivolgo il mio saluto anche al Ministro della Giustizia, al Ministro dell'Interno, al Vicepresidente del CSM, a tutte le altre Autorità civili e militari, a Sua Eminenza, ai Colleghi, agli Avvocati, al Pubblico.

Un abbraccio particolare a Lucia, a Manfredi ed a Fiammetta.

La Sua presenza, Sig. Presidente, e quella delle altre alte cariche dello Stato qui intervenute, conferiscono particolare ed inconsueta solennità al ricordo che, come ogni anno, i Magistrati intendono tributare a Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina, in un esercizio di memoria collettiva che conclude il percorso ideale avviato il 23 maggio.

Un ricordo che, ad onta del tempo che passa, non avverte alcun segno di logorio, ma che, anzi, ripropone con immutata limpidezza la figura di un Uomo e di un Magistrato straordinario.

Sono passati 23 anni, eppure, il ricordo di Paolo è vivo ed attuale e non è mai espressione di una retorica commemorativa di maniera.

Continua ad essere genuina e naturale la passione che lo alimenta e che non conosce stanchezza, pause o incertezze; si rinnova anno dopo anno in una spontanea aggregazione di valori condivisi che nell'insegnamento umano e professionale di Paolo trovano sintesi e linfa vitale.

Il Suo martirio lo ha trasformato, suo malgrado, in un eroe, Lui che certamente non avrebbe voluto esserlo un eroe, Lui che, ad una innata capacità relazionale per la quale riusciva a trasmettere passione ed entusiasmo, affiancava un altrettanto naturale riserbo professionale.

Credo, però, che fare memoria commemorativa non basti, penso che al ricordo debba aggiungersi la riflessione: per questo abbiamo inteso aprire un confronto e chiederci quale sia l'eredità che Paolo Borsellino ha lasciato alle nuove generazioni di magistrati, che, un po' meno giovani di prima, sono chiamati ad esercitare il controllo di legalità in un contesto normativo e sociale in continuo divenire.

Lei, Sig. Presidente, ci ha ricordato di recente che il compito che la Costituzione affida ai magistrati non è quello di "protagonista assoluto nel processo", né di "burocratico amministratore di giustizia".

Ebbene, queste espressioni, così autorevoli e così ricche di significato, sintetizzano in modo straordinariamente efficace il modello di Magistrato incarnato con naturalezza da Paolo Borsellino, nel quale noi sentiamo di riconoscerci e del quale intendiamo fare professione quotidiana.

Paolo Borsellino fa parte della storia nobile di questo Paese ma non vogliamo che sia consegnato solo ai libri di storia.

La Sua rivoluzione morale deve essere non solo raccontata ma quotidianamente alimentata e trasmessa alle nuove generazioni, perché, a loro volta, ne facciano patrimonio condiviso ed insegnamento per le successive.

È una grande responsabilità che grava su tutti noi, e soprattutto su coloro che ebbero il privilegio di conoscerlo ed amarlo, perché, come diceva riferendosi a Giovanni Falcone, abbiamo un grande debito che dobbiamo pagare continuando la sua opera.

Perché quelle tensioni morali, quella "rabbia" di continuare a lavorare, recuperata dopo lo smarrimento per la morte dell’amico fraterno, quel fervore, quel senso etico e del dovere, quel rifiuto intransigente del compromesso, quel naturale culto della legalità difesa anche a rischio della morte accettato con titanica consapevolezza, che costituiscono il suo testamento morale, siano e continuino ad essere i valori che guidano e guideranno le nuove generazioni.

Grazie

Matteo Frasca

Presidente dell’ANM di Palermo