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AREA GENERALE | Comunicati stampa
8 aprile 2019

Anm: "L’omicidio di Stefano Leo impone di prendere atto della gravissima carenza degli organici del settore giustizia”

La Giunta dell'Anm chiede al Ministro Bonafede di intervenire attivamente e concretamente

“L’omicidio di Stefano Leo impone, nella sua assurda tragicità, di prendere atto della situazione di gravissima carenza degli organici del personale amministrativo del settore Giustizia”. Lo dice con una nota la Giunta Esecutiva Centrale dell’Associazione Nazionale Magistrati.
“L’assenza di assistenti, cancellieri, funzionari rende più difficile e lento pronunciare sentenze e, una volta che queste sono state emesse, ne impedisce la immediata esecuzione. Il caso verificatosi a Torino, con la mancata trasmissione alla Procura della Repubblica della sentenza irrevocabile per la sua esecuzione, che avrebbe potuto portare alla carcerazione del condannato, non è stato determinato da un ‘errore’ del singolo, e, purtroppo, non è un caso isolato, né un’eccezione”.
"In tutti gli uffici giudiziari italiani si stanno creando enormi arretrati a causa del numero troppo esiguo di addetti e dell’aumentata produttività dei magistrati. Abbiamo chiesto ripetutamente che ci venissero date le condizioni necessarie a fornire un servizio Giustizia adeguato. Non basta cambiare le norme e non basta neppure assumere più magistrati. I magistrati sono una delle componenti di un lungo percorso che porta alla Giustizia, ma non possono camminare da soli. Per procedere occorre poter disporre di tutte le altre componenti e, innanzitutto, di personale amministrativo. Occorrono investimenti e assunzioni. La Giustizia non è solo la Magistratura. I magistrati subiscono l’assenza di risorse e soffrono della impossibilità di fornire un servizio all’altezza delle aspettative dei cittadini. Oggi, con il profondo dolore e il cordoglio per quanto accaduto, chiediamo al Ministro di intervenire attivamente e concretamente perché la complessa struttura della Giustizia sia messa in condizione di operare e perché si scongiuri il ripetersi di analoghe disfunzioni”.