Il CalenDiario dell’Associazione nazionale magistrati è ora online. Il prodotto editoriale, frutto del lavoro della commissione Legalità, presieduta da Gaspare Sturzo, che è già nei Palazzi di Giustizia di tutta Italia, può ora essere scaricato dal sito dell’Anm.
Il calendario racconta, mese dopo mese, il contributo delle madri costituenti alla nascita della Repubblica e ai principi fondamentali della Costituzione, intrecciando memoria storica, diritti e ruolo della magistratura nella costruzione della nostra democrazia. Al centro c’è il percorso di ventuno donne che, provenienti da esperienze diverse ma accomunate dall’impegno antifascista e della Resistenza, portarono nell’Assemblea costituente una visione nuova di cittadinanza, uguaglianza e giustizia sociale.
Le loro biografie mostrano come la partecipazione alla Resistenza abbia rappresentato un tassello centrale della costruzione di un percorso. Staffette, organizzatrici, combattenti e attiviste clandestine maturarono una coscienza civile che le condusse a rivendicare un ruolo pieno nella vita pubblica. Il calendario evidenzia la continuità tra lotta di liberazione e lavoro costituente, sottolineando come la democrazia italiana nasca anche dall’assunzione di responsabilità da parte delle donne.
Ampio spazio è dedicato ai grandi principi costituzionali. Il ripudio della guerra, tradotto nell’articolo 11, che è espressione di un sentire condiviso dopo le devastazioni del conflitto mondiale. L’uguaglianza sostanziale dell’articolo 3 come richiesta di rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitano la partecipazione, con un’attenzione costante alle condizioni concrete di vita. Il diritto di voto, conquistato nel 1945 e esercitato per la prima volta a livello nazionale nel referendum del 2 giugno 1946, segna il passaggio decisivo da suddite a cittadine, grazie anche al lavoro di alfabetizzazione politica svolto dalle associazioni femminili.
Un tema ricorrente è il lavoro, fondamento della Repubblica e leva di emancipazione. Particolarmente significativa è la battaglia, allora persa, per l’ingresso delle donne in magistratura, rinviato però solo a una fase successiva. Questa vicenda diventa simbolo delle resistenze culturali incontrate e della necessità di tradurre i principi formali in diritti effettivi.
Ogni mese affianca ai profili delle costituenti citazioni, date e avvenimenti che richiamano tappe cruciali della storia istituzionale italiana. Ne emerge un percorso che collega la difesa dello Stato di diritto, l’indipendenza della magistratura e la piena cittadinanza delle donne. Nel suo insieme, il calendario non è solo uno strumento commemorativo, ma un progetto di educazione civile. Ricorda che libertà, uguaglianza e giustizia sono il risultato di scelte coraggiose e di un impegno collettivo, e invita a considerare la Costituzione come un patrimonio vivo, da conoscere e attuare ogni giorno.
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