L'ANM è l'associazione cui aderisce circa il 90%
dei magistrati italiani. Tutela i valori costituzionali,
l'indipendenza e l'autonomia della magistratura.
ROMA, 12 febbraio – “Ancora una volta risorse necessarie per il funzionamento del servizio giustizia vengono ridotte o destinate ad altro”. È l’allarme che lancia la Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati davanti al rapporto dell’ufficio studi di Camera e Senato sugli effetti della manovra sui diversi ministeri.
"I dati sul ministero della Giustizia – si legge in una nota dell’Anm – evidenziano una serie di definanziamenti su comparti essenziali, per un totale di 127,8 milioni con il decremento maggiore nel programma giustizia civile e penale per 93,8 milioni. Le dotazioni per l’edilizia giudiziaria scendono di oltre 68 milioni e le spese per la ristrutturazione e messa in sicurezza delle strutture giudiziarie in regioni del sud calano di oltre 25 milioni. Colpisce anche la riduzione delle spese destinate alla giustizia minorile, in un momento in cui è alto l’allarme sull’aumento dei reati tra i giovanissimi. Inaccettabile la riduzione su un comparto essenziale per il quale da tempo chiediamo adeguamento e risorse: la transizione digitale che cala di 6,4 milioni”.
“A fronte di tutto questo – conclude la nota - risulta un aumento di 1,7 milioni di euro per posti da assegnare a collaboratori diretti del Ministero. Nessuna traccia infine dei costi della riforma, che peseranno sulle casse di via Arenula per centinaia di milioni di euro. Senza risorse il servizio giustizia non è in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini. Queste scelte sono un drammatico errore, davanti a cui il ministero non dà risposte”.