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AREA GENERALE | Comunicati stampa
9 luglio 2026

Ufficio per il processo, la lettera aperta dell'Anm al ministro Nordio e ai senatori

Al Ministro della Giustizia Carlo Nordio
Ai Senatori componenti delle Commissioni Affari costituzionali e Giustizia 

In merito ad alcune proposte di modifica presentate al decreto Giustizia (d.l. 100/2026) in esame al Senato per la sua conversione, l'Associazione Nazionale Magistrati intende ribadire, con la massima chiarezza, quanto già espresso nel corso dell’audizione parlamentare. In particolare, un principio che ritiene decisivo: le risorse umane dell'Ufficio per il processo devono continuare a essere destinate al supporto della giurisdizione. È in gioco il mantenimento di un modello organizzativo che rappresenta una delle innovazioni più consistenti per il funzionamento del sistema giustizia nel nostro Paese, e che ha dimostrato la sua efficacia con risultati tangibili nella riduzione dell'arretrato civile e penale, nel raggiungimento degli obiettivi fissati dal PNRR e, in generale, in una più celere risposta alla domanda di giustizia dei cittadini.

Sulla base di questi risultati e delle diverse occasioni di confronto, anche recenti, sul tema — che avevano trovato riscontro nella lettera stessa del provvedimento — sottolineiamo che l'impegno assunto con il decreto e con il percorso di stabilizzazione era proprio teso a preservare la funzione originaria e a valorizzare l'esperienza dell'Ufficio per il processo a sostegno della giurisdizione e non a destinare tale personale a colmare le carenze degli uffici amministrativi.

L'Ufficio per il processo nasce, nella sua concezione originaria, come una struttura di affiancamento al magistrato, con compiti di studio, ricerca e supporto alla redazione dei provvedimenti: un vero e proprio cambio di paradigma nell'organizzazione del lavoro giudiziario. Un patrimonio che non può essere disperso. Proprio per questo serve un riferimento chiaro in assenza del quale si rischia di lasciare ampi margini di discrezionalità nell'assegnazione delle mansioni, con il pericolo concreto che professionalità formate per l'attività giurisdizionale vengano progressivamente assorbite in compiti amministrativi.

Siamo consapevoli delle gravi scoperture di organico che interessano il personale amministrativo, che vanno necessariamente colmate. Ma questo non può giustificare lo svuotamento delle funzioni proprie dell'Ufficio per il processo.

Vogliamo inoltre segnalare la situazione degli addetti non rientrati nelle graduatorie di stabilizzazione, per i quali il decreto prevede l'assegnazione agli uffici stralcio istituiti presso le sezioni immigrazione, a supporto dei giudici onorari di pace ivi assegnati, fino al 30 settembre. Si tratta di strutture il cui assetto organizzativo non è ancora definito, con conseguente incertezza per circa 1600 lavoratori che si presentano quotidianamente sul luogo di lavoro senza poter essere, allo stato, concretamente adibiti ad alcuna attività.

Questa lettera è una richiesta di ascolto. L'Associazione Nazionale Magistrati conferma la propria piena disponibilità a un confronto costruttivo su queste materie. Confidiamo che le nostre osservazioni possano trovare accoglimento nel prosieguo dell'esame parlamentare del decreto, nell'interesse di un migliore servizio giustizia per i cittadini.

Con osservanza
La Giunta esecutiva dell'Associazione Nazionale Magistrati