ROMA, 10 settembre – “Il crollo del controsoffitto dell'aula bunker di piazza Filangieri a Milano, che questa mattina ha causato il rinvio del processo Hydra sulla criminalità organizzata in Lombardia, non è un fatto isolato, ma l'ennesimo segnale di un'emergenza strutturale che da anni attraversa l'edilizia giudiziaria italiana. Aule fatiscenti, infiltrazioni, impianti obsoleti, controsoffitti e intonaci che cedono, fino al dramma sfiorato a Bolzano poche settimane fa. Sono immagini che si ripetono, da nord a sud, nei tribunali di tutto il Paese, e che raccontano di un patrimonio edilizio lasciato progressivamente al degrado. Non si tratta di episodi imprevedibili, ma della conseguenza diretta di rinvii e mancanza di investimenti”. Lo afferma in una nota la Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati.
“Serve un piano straordinario di edilizia giudiziaria: non è più possibile limitarsi a interventi tampone che si rivelano puntualmente insufficienti, come dimostra quanto accaduto oggi a Milano. Non si può pretendere che la giurisdizione funzioni con efficienza se mancano le condizioni minime di sicurezza. La dignità della giustizia passa anche dalla dignità dei luoghi in cui essa si amministra”, conclude la nota.