Si è tenuto a Reggio Calabria, il 5 giugno scorso, il primo di una serie di incontri organizzati dalla Commissione di studio Anm sulla criminalità organizzata.
Pensato come un progetto itinerante e occasione di incontro con i colleghi che vivono in territori ad alta densità delinquenziale e di vicinanza alla collettività come segnale tangibile di una magistratura che si nutre di professionalità' ed entusiasmo al tempo stesso, dove il "parlare di mafia" sia occasione per riconoscere e riconoscersi.
Il titolo T.A.M. (Talk About Mafia) dell'iniziativa promossa dalla Commissione studio dell'Anm è un omaggio al magistrato Paolo Borsellino che sosteneva l'importanza di parlare di Mafia spesso ed in ogni luogo. Da cui l'idea di creare il "tam tam" per la diffusione di questi momenti di condivisione, dove ci si avvicini al tema senza troppi formalismi e con un approccio semplice e immediato.
L'evento, introdotto dal presidente della commissione di studio organizzante, Stefano Ammendola, ha visto il saluto istituzionale dei dirigenti degli uffici e dei rappresentanti nazionali e locali dell'Anm (v. locandina) all'esito dei quali sono state svolte relazioni che hanno toccato varie tematiche inerenti il problema della criminaliltà organizzata, e segnatamente:
- Mafie e disagio giovanile: il progetto Liberi di Scegliere, di Roberto Di Bella, Presidente del Tribunale per i Minorenni di Catania(testo non disponible);
- Le infiltrazioni delle mafie nelle attività imprenditoriali, di Celeste Carrano, Sostituta Procuratrice DDA Napoli;
- Le proiezioni estere del fenomeno mafioso, di Giuseppe Lombardo, Coordinatore DDA Reggio Calabria - Area Jonica;
- Le nuove mafie, di Antonio Balsamo, Presidente della Corte d'Appello di Palermo (testo non disponibile);
- L'utilizzo delle comunicazioni criptate da parte della criminalità organizzata, di Giuseppina Laura Candito, GIP Tribunale Reggio Calabria;
- La criminalità organizzata e le criptovalute, di Vittorio Guarriello, Sostituto Procuratore Campobasso