ROMA, 16 settembre – “Indipendenza, imparzialità ed equilibrio sono principi cardine per un magistrato. Lo sono e devono continuare ad esserlo. L’introduzione dei test psico-attitudinali rischia invece di essere uno strumento di condizionamento nei confronti della magistratura, a partire dallo stesso momento del reclutamento. I magistrati sono già controllati: dalla prova di accesso all'entrata in ruolo. E ancora nel loro percorso. Per questo l’Associazione Nazionale Magistrati aveva già espresso la sua contrarietà allo strumento che era stato pensato e costruito come strumento da usare nel dibattito pubblico per attaccare la magistratura”. Così la Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati in una nota.