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9 aprile 2022

"La politica non vuole magistrati ma solo dei burocrati impauriti"

L'intervista del presidente dell'Anm a La Stampa


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La politica vuole trasformare i magistrati in burocrati impauriti. Con tutto il rispetto, una specie di impiegati del catasto, che però hanno in mano i diritti e le vite delle persone», dice Giuseppe Santalucia, presidente dell`Associazione nazionale magistrati.

Come valuta il negoziato Cartabia-partiti sulla riforma del Csm? «Con preoccupazione. L`iter della riforma era partito da un buon testo. Gli emendamenti del governo l`avevano peggiorato, e infatti l`Anm aveva espresso critiche. Ora le pressioni politiche stanno esacerbando le criticità».

Qual è l`aspetto più preoccupante?
«La discussione sul fascicolo personale delle performance del magistrato, che nel testo Cartabia non c`era».

Perché?
«Il fascicolo professionale esiste già. Lo si vuole incrementare mettendo dentro l`esito dei processi nei gradi superiori. Quindi se un giudice in primo grado assolve e l`appello condanna, un punto in meno. E viceversa».

Non conta la storia professionale?
«Certo, ma la giurisprudenza non è un lavoro burocratico. È valutazione di fatti e interpretazione di norme. Se sono diversi, non vuol dire che un giudice ha sbagliato e deve essere penalizzato».

Quale sarebbe l`effetto?
«Una coltre di conformismo giudiziario: giurisprudenza sclerotizzata, magistrati impauriti per evitare guai di carriera».

Tutte le professioni sono soggette a valutazioni di professionalità.
«I magistrati ogni quattro anni. Conosce un`altra professione con queste regole? In ospedale si chiede se il medico ha un fascicolo con tutte le terapie che ha somministrato? Quando sceglie un avvocato, chiede quanti ricorsi s`è visto accogliere?».

Come mai le vostre valutazioni sono positive oltre il 90%?
«E meno male! Mi stupirei del contrario. La valutazione di professionalità non è un concorso a premi, ma un periodico giudizio di idoneità professionale. Si verifica uno standard minimo. Come la patente: bisogna saper guidare, non vincere un gran premio».

Non sarà che difendete lo status quo?
«Sinceramente, i magistrati saprebbero aggiustarsi in cinque minuti. Occupandosi più del loro fascicolo personale che di quelli processuali».

In che senso?
«Sai qual è l`orientamento della corte d`appello? Fai una sentenza che piacerà. Conosci la giurisprudenza della Cassazione? Ti adegui. E ti costruisci un fascicolo immacolato. Il problema non è nostro, mi crea. Il danno è per la collettività, che perderà una giurisprudenza viva, dinamica».

Perché parla di burocrati impauriti?
«Perché a ciò si aggiunge l`incremento degli illeciti disciplinari, anche per violazione di direttive dei capi degli uffici. Ciò aumenta il grado di centralizzazione gerarchica, accelerando la deriva impiegatizia».

Del passaggio di funzioni limitato a una sola volta in tutta la carriera che cosa pensa?
«Una separazione delle carriere mascherata, senza fare i conti con la Costituzione».

E il sistema elettorale del Csm?
«Si discute di eliminare quel poco di rappresentanza proporzionale, trasformando un organo di garanzia in organo di governo. Insensato».

Reagirete?
«Ho riconvocato il comitato direttivo centrale dell` Anm , per prendere una nuova posizione».

In altri tempi, l`Anm avrebbe spaventato la politica.
«Viviamo una stagione di grande difficoltà, dopo tre anni di scandalo Palamara. Ma non è un motivo sufficiente per accettare una magistratura "zitta e buona"».

Che ne pensa del fatto che è proprio un magistrato, anche se in aspettativa, a dare le carte della riforma?
«Non ne faccio una questione di persone. Valuto il prodotto. Non il produttore. Con toga o meno». 



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