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26 aprile 2018

Minisci: Falcone e Borsellino esempio per generazioni di magistrati

Presentato a Roma il progetto “Le Università per la legalità”. Coinvolti gli studenti di 17 atenei italiani


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Roma, 26 aprile 2018 - Tanti studenti universitari uniti per un futuro migliore, libero dalle Mafie. E' stato presentato nell'Aula magna del Rettorato della Sapienza, alla presenza centinaia di studenti provenienti da tutta Italia, il progetto "Le università per la legalità", promosso dalla Fondazione Giovanni Falcone, in collaborazione con la Fondazione Roma Sapienza e con il patrocinio di Sapienza Università di Roma. Il progetto è alla sua seconda edizione e coinvolge gli studenti di 17 atenei italiani, uniti nel ribadire l'impegno contro ogni forma di criminalità organizzata e nell'affermare l'importanza del sapere e della cultura della legalità nel cambiamento della società. L'iniziativa è una tappa del percorso iniziato a Palermo il 23 maggio del 2016, quando nell'aula bunker del carcere Ucciardone, che ospitò tra il 1986 e il 1987 il primo maxi processo a Cosa nostra istruito da Giovanni Falcone, fu sottoscritto un protocollo d'intesa tra il ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca, il Consiglio nazionale degli studenti universitari, la Conferenza dei rettori delle Università Italiane e la Fondazione Falcone.


Presenti oggi a Roma Francesco Minisci, presidente dell'Associazione nazionale magistrati; Anna Azzalin, presidente del Consiglio nazionale degli studenti universitari; Federico Cafiero De Raho, procuratore nazionale antimafia e Maria Falcone, presidente della Fondazione Falcone.


“Il nostro Paese – ha detto Minisci intervenendo alla presentazione del progetto - ha pagato un prezzo altissimo in termini di vite umane, di donne e uomini delle istituzioni e delle forze dell'ordine, nella lotta alla mafia. E penso anche ai 27 magistrati uccisi, alle 27 'rose spezzate'. Falcone e Borsellino hanno dato una significativa impronta alle nuove generazioni di magistrati, ai giovani che intraprendono il percorso, determinati a voler essere uomini e donne dello Stato. È un onore poter dire 'sono un collega di Falcone e Borsellino'". Occorre trasmettere ai più giovani - ha detto ancora Minisci- “il messaggio che giustizia e legalità non sono valori lontani, ma concreti da vivere ogni giorno, per scongiurare il rischio di essere affascinati dalle organizzazioni criminali". E ancora, sulla cultura della legalità: "Dobbiamo veicolare un messaggio ai più giovani per essere coraggiosi e riportare chi viola le regole sulla strada maestra, quella del rispetto della legge".  Le mafie - ha spiegato – “sono meno violente che nel passato ma più subdole, alterano il sistema economico attraverso l'introduzione di capitali illeciti e l'inquinamento di settori della pubblica amministrazione, espandendo i loro interessi fuori dalle regioni d'origine come testimoniano Cosa Nostra e la 'Ndrangheta". "La compattezza è la nostra forza. Dobbiamo marginalizzare i mafiosi. ANM e tutti i magistrati saranno sempre al vostro fianco in questo percorso. Se il futuro sarà roseo dipende da noi". Possiamo dire ai mafiosi "non vi daremo tregua, siamo lo Stato italiano e non vi daremo mai tregua, perché lo Stato è più forte di voi". "Il futuro dipende da noi - ha concluso- da come sapremo formare le generazioni cui stiamo per dare le chiavi del futuro".


Guarda l'intervento di Francesco Minisci, presidente dell'ANM



Il video integrale è disponibile sul sito di Radio Radicale a questo link



Alcune immagini della presentazione:














A questo link trovi la galleria fotografica completa



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