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1 marzo 2021

Campagna vaccinale per il comparto giustizia: in risposta ad erronee affermazioni veicolate da alcuni organi di stampa


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In merito ad alcuni articoli di stampa pubblicati ieri ed oggi, che contengono improprie assimilazioni della Magistratura ad una Casta, lasciando intendere che ai magistrati sia stata riservata una ingiustificata corsia preferenziale nell’ambito della campagna vaccinale contro il Covid-19 e che ciò sia lesivo del diritto alla salute dei cittadini più deboli, la Giunta esecutiva centrale della ANM osserva che:



  • tali dichiarazioni denotano una scarsa accuratezza nella ricostruzione della vicenda ed uno scarso approfondimento del contenuto delle Linee Guida del Piano strategico per la vaccinazione anti SARS-CoV-2/COVID-19 approvato dal Parlamento, che prevede, tra i gruppi target di popolazione cui offrire il vaccino in via prioritaria, anche i lavoratori dei servizi essenziali, onde ridurre i contraccolpi derivanti da possibili focolai di contagio sulla continuità del servizio reso ai cittadini;

  • la possibile offerta del vaccino ai lavoratori del comparto giustizia (ivi compresi magistrati, personale amministrativo e classe forense) non costituisce, dunque, una ingiustificata corsia preferenziale, rientrando tale categoria (unitamente a insegnanti, personale scolastico, forze dell’ordine, personale delle carceri e dei luoghi di comunità) nell’ambito dei servizi essenziali;

  • negli uffici giudiziari, peraltro non sempre dotati di adeguati sistemi di areazione e di locali idonei a garantire il necessario distanziamento (se non a costo di un eccessivo rallentamento del servizio), vi è un diretto e frequente contatto tra un notevole numero di persone, attesa la larga affluenza quotidiana di operatori di giustizia ed utenti, con evidente ed elevato rischio di diffusione del contagio e di sviluppo di focolai epidemici;

  • il comparto giustizia, peraltro, è potenzialmente destinatario del solo vaccino AstraZeneca, il quale non è utilmente somministrabile ai soggetti vulnerabili, che già risultano inseriti nelle categorie di popolazione destinatarie di altre tipologie di vaccino.



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