L'ANM è l'associazione cui aderisce il 96% circa
dei magistrati italiani. Tutela i valori costituzionali, l'indipendenza e l'autonomia della magistratura.

18 luglio 2026

«Roggero? No al Far West. Giudici hanno già tenuto conto delle attenuanti»

Il vicesegretario Celli al Quotidiano Nazionale


CELLI-Stefano-Vicesegretario-generale-.jpg

di Libero Stracquadanio

Ritiene corretta la sentenza data a Roggero, il gioielliere condannato a 14 anni e 9 mesi per l'omicidio dei suoi rapinatori?
«Pur non avendo ancora letto le motivazioni della Cassazione – spiega Stefano Celli, vicesegretario nazionale dell'Associazione Nazionale Magistrati – basandomi sui fatti noti e sulle immagini delle telecamere, si tratta di un caso di scuola di omicidio volontario. Non c'era un'aggressione in corso, non c'era attualità del pericolo e non c'era proporzione; non si può parlare di legittima difesa, nemmeno putativa».

Non pensa ci sia però un vuoto legislativo che non comprende l'esasperazione di chi subisce impotente le rapine?
«Non vedo alcun vuoto legislativo. La pena per due omicidi volontari e lesioni sarebbe l'ergastolo, ma Roggero è stato condannato a 14 anni e 9 mesi. Questo significa che i giudici hanno già tenuto conto del contesto e della sua storia, concedendogli delle attenuanti che hanno ridotto la pena a meno della metà della reclusione massima applicabile in assenza di ergastolo. Va inoltre ricordato che Roggero deteneva l'arma illegalmente, poiché gli era stato ritirato il porto d'armi a seguito di una precedente aggressione».

Come giudica la proposta di legge che vorrebbe eliminare il risarcimento per chi provoca dei danni reagendo a una rapina?
«Potrebbe essere incostituzionale. Se una persona agisce in legittima difesa o in stato di necessità, il diritto civile già prevede che non debba risarcire il danno. Eliminare il risarcimento quando la reazione è sproporzionata o non giustificata è irragionevole».

Come giudica l'istruttoria sulla Grazia avviata dal ministro Nordio?
«Il potere di grazia spetta esclusivamente al presidente della Repubblica, come lui stesso ha giustamente ricordato. Mi basta la parola del Capo dello Stato su questo punto».

Cosa pensa dell'uso politico e mediatico del caso?
«Trovo che ci sia un'alterazione della realtà. Se Roggero si fosse limitato a mostrare la pistola dentro la gioielleria per difendere se stesso e la famiglia, probabilmente non sarebbe stato condannato. Ma nel momento in cui esce, insegue i rapinatori e ne uccide due mentre scappano, non è più difesa, ma aggressione. Nemmeno nel Far West potevi sparare alla schiena e farla franca. Utilizzare un fatto che non esiste, ovvero la legittima difesa, per invocare un cambio di legge, è inaccettabile e sembra un'invocazione della vendetta».

Il messaggio sarebbe che i cittadini possono armarsi per difendersi?
«È una prospettiva che mi preoccupa. Le forze di polizia sono addestrate a gestire queste situazioni e a sapere quando estrarre o meno l'arma. Se tutti i cittadini fossero armati, si creerebbero molti più problemi di quanti se ne risolverebbero. Anche noi magistrati abbiamo il diritto di portare armi, ma ci insegnano a pensarci bene: avere una pistola non significa saperla usare correttamente nel momento giusto».



stampa
Stampa

ANM risponde

Le domande e le curiosità sul funzionamento e gli scopi dell'ANM

Poni la tua domanda


Iscriviti alla newsletter

Resta aggiornato su notizie ed eventi dell'Associazione Nazionale Magistrati