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19 giugno 2020

Mattarella dà voce ai tanti colleghi lontanissimi da vicende Perugia

Il segretario dell'ANM Giuliano Caputo intervistato da "La Repubblica"


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«Stop alle correnti che indicano i candidati del Csm». Giuliano Caputo, pm a Napoli, toga di Unicost e segretario dell'Anm, legge Mattarella e dice: «Il presidente ha ragione, la magistratura è composta da tanti colleghi lontanissimi dai comportamenti descritti nelle chat di Perugia, ma la sfida adesso è scrivere regole che impediscano quelli eticamente scorretti e che tradiscono i valori costituzionali».

Giudici morti con onore, toghe in vita che macchiano l'onore di tutta la magistratura trafficando per ottenere un incarico. Mattarella è durissimo contro di voi. Si sente in colpa?

«Il presidente, che è sempre stato una guida autorevole per tutti noi, dà voce anche alla stragrande maggioranza dei magistrati italiani che non si riconoscono nelle chat di Perugia e che però, ancor prima di leggerle, avevano avvertito l'esistenza di quelle degenerazioni e le denunciavano cercando di opporsi».

Qualcuno avrà anche protestato, ma la sostanza non cambia: un mercimonio di posti, una ricerca affannosa di raccomandazioni, nomine che appaiono truccate. L'Anm sapeva e non ha fatto nulla?

«In questi anni abbiamo più volte avuto consapevolezza che al Csm la corsa ai posti direttivi e semidirettivi aveva prodotto continui e impropri rapporti tra consiglieri del Csm e aspiranti. Le domande non solo andavano presentate, ma anche "coltivate". Un sistema chiaramente degenerato che abbiamo denunciato proponendo di bloccare la rincorsa continua a un posto di vertice».

Ma è un fatto innegabile, come dimostrano le carte di Perugia, che le raccomandazioni erano continue e per giunta intrecciate con la politica.

«Ammetto che il sistema era diffuso, ma dobbiamo anche dire che la maggior parte dei dirigenti degli uffici giudiziari hanno meritato il posto che hanno avuto. Non generalizziamo. Lo dice anche Mattarella. Ci sono tantissimi magistrati italiani che si sono limitati a presentare la loro domanda e il loro curriculum».

Non mi dirà adesso che le correnti non esistono? Per la prima volta, nei discorsi di un presidente della Repubblica, si mette in dubbio l'utilità stessa delle correnti.

«Mattarella ha denunciato, giustamente, le aggregazioni intorno a un interesse, ma non ha negato l'importanza del pluralismo culturale della magistratura. Dobbiamo mettere ai margini tutti coloro che strumentalizzano le correnti solo per fare carriera».

Lei è di Unicost, la corrente di Palamara. Dopo Perugia non ha pensato di cambiare gruppo?

«Da subito abbiamo chiesto le dimissioni dei colleghi coinvolti. Senza se e senza ma. Andremo a un'assemblea costituente. Ma io, personalmente, credo che le correnti non debbano indicare più direttamente i candidati al Csm e nei consigli giudiziari, ma solo all'Anm».

Mattarella sollecita la riforma elettorale del Csm, esiste davvero un sistema per bloccare gli inciuci?

«Peggio della legge attuale che risale al 2002 non ce ne potrà mai essere un'altra. Bisogna tornare a un rapporto diretto tra elettori ed eletti, con tanti candidati in lizza, ma garantendo che tutte le diverse anime della magistratura possano essere rappresentate. Ma non illudiamoci che basti solo la riforma del sistema elettorale».




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