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24 aprile 2021

La relazione del segretario Salvatore Casciaro al Cdc del 24 aprile


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1. L’attività dei probiviri sta procedendo regolarmente: su indicazione del Collegio dei probiviri, è stato nominato un consulente informatico per l’estrazione delle chat intercorse tra il dr. Palamara e i magistrati iscritti all’ANM, dando così seguito al provvedimento autorizzativo del 25.2.2021 del Gup di Perugia.

Da quanto abbiamo appreso l’attività di classificazione e riordino richiederà almeno due mesi; all’esito potrà dirsi conclusa l’acquisizione del compendio informativo a supporto dell’istruttoria statutariamente demandata al Collegio dei probiviri. Si è discusso in Giunta sull’opportunità di istituire un “raccordo formale” tra il Collegio dei probiviri e la Gec o il Cdc, e ciò per avere informazioni non solo sulle problematiche organizzative, ma anche sullo stato di avanzamento dell’attività istruttoria, ivi comprese le iscrizioni nell’istituito registro informatico dei procedimenti disciplinari (beninteso, con esclusione di ogni acquisizione di notizie sul merito delle singole pratiche istruite dal Collegio).

Se la Gec è organo preposto all’attuazione delle deliberazioni del Comitato direttivo centrale, il quale ha fissato -con delibera in data 7.2.2021- i criteri di priorità cui i probiviri si devono ispirare per la loro azione, v’è o no il dovere della Gec, ex art. 33 lett. b) Statuto, di porre in essere le corrispondenti iniziative per verificare l’attuazione delle direttive impartite e, se del caso, prontamente riferire allo stesso Comitato direttivo?

Le differenti sensibilità emerse nel dibattito interno ci hanno indotto a rimettere, con delibera di Gec del 6.4.2021, la relativa questione al Comitato direttivo centrale. Tale “raccordo informativo”, nell’ottica del monitoraggio dell’attività dei probiviri, la cui centralità nelle linee programmatiche è indiscutibile, deve comprendere, poi, anche la verifica delle iscrizioni nel registro informatico?

Se l’art. 7 co. 3 dello Statuto demanda al Comitato direttivo centrale le valutazioni in merito alla sospensione della procedura di dimissioni, è conseguenziale ritenere che delle iscrizioni nel registro informatico dei procedimenti disciplinari il Comitato direttivo centrale, e la stessa Gec che al primo deve rispondere, debbano essere costantemente edotti, e ciò anche prima del completamento dell’attività istruttoria e dell’adozione da parte del Collegio dei probiviri delle determinazioni afferenti al soggetto incolpato.

Tenuto conto di ciò, con delibera di Gec del 21.4.2021 si è stabilito di rimettere al Comitato direttivo centrale ogni opportuna decisione in ordine alle dimissioni di alcuni associati, previa acquisizione di notizie dalla segreteria dell’ANM sull’eventuale iscrizione (preventiva rispetto alle rassegnate dimissioni) nel registro informatico dei procedimenti disciplinari. In tale contesto di più compiuta definizione regolamentare, potrebbero essere esaminati anche gli aspetti di maggior delicatezza nelle determinazioni conclusive demandate al Collegio dei probiviri, come quello riguardante il “casting vote”.

Dopo il rinvio deliberato nella riunione del Comitato direttivo del 14.3.2021, è prevista per oggi l’approvazione della bozza di regolamento che ha predisposto il Collegio dei probiviri. Il confronto si allargherà anche alla previsione, ivi inserita, del c.d. “voto decisivo” che integra (come noto) una clausola prevista per superare in contesti associativi o societari le situazioni di stallo decisionale (deadlock).

Come ricorderete, una tale previsione era stata già adottata, ritenendola espressione di un principio generale valido per gli organi collegiali, con delibera in data 16.9.2019 del precedente Collegio dei probiviri, il quale si era trovato nell’impossibilità di assumere le determinazioni istruttorie riguardo agli incolpati. Dopo l’astensione di uno dei componenti, i restanti quattro si erano divisi nelle loro espressioni di voto così da creare una situazione di impasse.

Il tema è certamente controverso, come dimostra il contenzioso giudiziario che ne è scaturito dinanzi al Tribunale di Roma e che vede attualmente coinvolta l’ANM.

2. Importante sarà anche la valutazione del testo di regolamento approntato dalla Commissione “Modifiche Statutarie” per il Comitato direttivo centrale: un compendio di regole che mira ad assicurare funzionalità dei lavori e pienezza del confronto tra le componenti associative. Sarà il Cdc a valutare se sia o meno opportuno, a completamento della disciplina di funzionamento degli organi interni, approntare anche una regolamentazione dei lavori della Gec.

3. E’ previsto ancora che i presidenti delle Commissioni relazionino sull’attività espletata. Abbiamo avvertito fortemente in questi primi mesi l’esigenza di disporre della elaborazione culturale delle Commissioni di studio permanenti, e ciò soprattutto sui temi più urgenti legati alle riforme del Next generation EU.

La Gec è stata audita questa settimana dalle Commissioni ministeriali per la riforma del processo penale e del processo civile presiedute, rispettivamente, dal presidente Lattanzi e dal prof. Luiso (A.C. 2435 Progetto di legge recante “Delega al Governo per l’efficienza del processo penale e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari pendenti presso le corti d’appello” e A.S. 1662 Progetto di legge recante “Delega al Governo per l’efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie”).

Ci sono stati chiesti ulteriori contributi di idee e riflessioni che contiamo di raccogliere oggi. E’ all’ordine del giorno anche l’approvazione di alcune mozioni proposte dalle Commissioni di studio e (tra di esse) sarà presentata quella della Commissione “Carichi Esigibili”. Fermo il dibattito in seno al Comitato direttivo, consentitemi di esprimere sin d’ora il mio personale apprezzamento per una proposta che mira ad attuare, sull’annoso tema degli standard di rendimento e dei carichi esigibili, il punto 5.2 del programma comune, ove era espresso l’auspicio che fossero “…valorizzati i contributi delle commissioni di lavoro istituite in ambito associativo e consiliare, con la finalità di addivenire, con tempestività, a un risultato immediatamente fruibile, ancorché a livello sperimentale”.

Se tale mozione fosse condivisa dall’intero Comitato direttivo, potremmo, sia pure a distanza di anni, dare un forte segnale di cambiamento su un tema assai sentito attuando la volontà espressa a larga maggioranza dai magistrati col referendum del lontano 2016.

4. Non meno importante sarà il piano editoriale che sarà presentato oggi dalla direttrice della Rivista “La Magistratura”, la collega Cecilia Bernardo, il cui proposito è costituire -come vi dirà- un comitato scientifico comprendente personalità del mondo dell’Accademia, un archivio e un sito autonomo della Rivista, distinto rispetto a quello dell’Associazione, nonché di avviare le procedure di accreditamento Anvur per la classificazione come rivista scientifica. Siamo chiamati come componenti del CDC a esprimere il gradimento sul progetto.

5. Segnalo il delicato tema all’ordine del giorno sulle “Condotte di auto promozione ed etero promozione. Proposte e prospettive”.

Un argomento che richiama i doveri di indipendenza, imparzialità e correttezza del magistrato e che ci impone di interrogarci su alcuni precetti del nostro Codice etico. L’art. 8 (titolato L’indipendenza del magistrato) dispone: “Nell'espletamento delle funzioni elettive in organi di autogoverno, centrale o periferico, (il magistrato) opera senza vincolo di mandato rispetto all'elettorato e ai gruppi associativi”. Il successivo art. 10 (Obblighi di correttezza del magistrato) recita: “Il magistrato non si serve del suo ruolo istituzionale o associativo per ottenere benefici o privilegi per sé o per altri.

Il magistrato che aspiri a promozioni, a trasferimenti, ad assegnazioni di sede e ad incarichi di ogni natura non si adopera al fine di influire impropriamente sulla relativa decisione, né accetta che altri lo facciano in suo favore.

Il magistrato si astiene da ogni intervento che non corrisponda ad esigenze istituzionali sulle decisioni concernenti promozioni, trasferimenti, assegnazioni di sede e conferimento di incarichi”.

In questi anni si è registrato sovente un solco tra ideali (di disinteresse personale nella vita professionale e sociale del magistrato) e condotte praticate (l’aspirazione alla carriera, talora prescindendo dal merito, si è progressivamente imposta).

Consideriamo che la mancanza di effettività di alcuni precetti del Codice etico, se non la caduta in desuetudine di essi, ha pesantemente inciso sulla credibilità dell’esercizio delle funzioni giudiziarie presso l’opinione pubblica; chiediamoci insieme come sia possibile recuperarne oggi il significato pedagogico e disinnescare il “carrierismo”, così da rinnovare quel patto di fiducia con i cittadini di cui la magistratura, come ogni Istituzione, si nutre. 6. Resta il tema, certo non disgiunto dal precedente, dell’organizzazione del nostro Congresso nazionale e gli ulteriori argomenti, parimenti importanti, fissati nell’ordine del giorno.

Tra i quali mi permetto solo di segnalare l’esigenza di formulare le prime valutazioni sul decreto legge 1.4.2021 n. 44, il quale all’art. 11 stabilisce, anche “in deroga alle disposizioni vigenti”, che il Ministro della Giustizia individui le “modalità operative” del concorso in magistratura indetto con dm 29.10.2019 prevedendo la redazione, entro quattro ore dalla dettatura, di “sintetici elaborati teorici” su due delle materie concorsuali estratte a sorteggio, senza obbligo di tampone molecolare (o antigenico) per i candidati impegnati nelle prove.

Grazie dell’attenzione e buon lavoro!

Il Segretario Generale

Salvatore Casciaro



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