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4 febbraio 2026

Studio comparato sui consigli giudiziari in Europa

Linee guida europee, standard di indipendenza e modelli di autogoverno

PRESENTAZIONE DELLO STUDIO COMPARATO SUGLI ORGANI DI
AUTOGOVERNO NEGLI STATI EUROPEI E DEL CONSIGLIO DI EUROPA


Lo studio comparato sui sistemi di autogoverno della magistratura nasce da una proposta della Commissione di Studio Internazionale dell’Associazione Nazionale Magistrati, con l’obiettivo di approfondire, in una prospettiva europea e comparata, i modelli di organizzazione della magistratura e le garanzie poste a presidio della sua indipendenza.


L’iniziativa muove dalla consapevolezza che il tema dell’autogoverno della magistratura, dei Consigli giudiziari, delle loro competenze e dei loro rapporti con gli altri poteri dello Stato costituisce oggi uno dei nodi centrali del dibattito pubblico europeo sullo Stato di diritto. In tale contesto, il Comitato Direttivo Centrale (CDC) dell’ANM ha aderito alla proposta della Commissione di avviare uno studio che consentisse di collocare l’esperienza italiana all’interno di un quadro europeo di riferimento, valorizzando gli standard sovranazionali e il confronto con le soluzioni adottate negli altri ordinamenti 1.


Lo studio assume inoltre una particolare rilevanza nel contesto dell’attuale dibattito pubblico e istituzionale in Italia sulla riforma dell’ordinamento giudiziario, e in particolare sulle prospettate modifiche al sistema di governo autonomo della magistratura, con riferimento al Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) ed alla prevista istituzione di un’Alta Corte disciplinare. In tale prospettiva, l’analisi comparata qui proposta intende offrire un contributo informativo e di confronto, mettendo a disposizione dati, modelli ed esperienze maturate negli altri ordinamenti europei, al fine di favorire una valutazione più consapevole delle diverse opzioni di riforma alla luce degli standard e dei principi guida europei.


Lo studio è stato pertanto concepito con un duplice obiettivo, coerente con il mandato.


Da un lato, approfondire e sistematizzare gli standard e i principi guida europei in materia di indipendenza della magistratura, autogoverno, associazionismo giudiziario e responsabilità disciplinare, così come emergono dal diritto dell’Unione europea e, soprattutto, dalle fonti di soft law del Consiglio d’Europa (CoE).


La Relazione di sintesi dedicata agli standard e ai principi guida europei è stata curata direttamente dalla scrivente, in qualità di Presidente della Commissione, al fine di garantire un inquadramento unitario, coerente e metodologicamente omogeneo delle fonti di riferimento. In questa prospettiva, particolare attenzione è stata dedicata ai documenti più rilevanti adottati dal Comitato dei Ministri CoE e dal Consultative Council of European Judges (CCJE), nonché dalle Carte elaborate dalle principali associazioni giudiziarie europee e internazionali (IAJ e EAJ). Tali standard sono presentati attraverso una Relazione di sintesi, seguita da una Tabella sinottica che raccoglie e organizza i riferimenti ai principali atti CoE e UE, consentendo una consultazione agevole e immediata delle fonti (cfr. rispettivamente, Parte I e Parte IVAllegato 1).


Dall’altro lato, lo studio mira a offrire una analisi comparata delle esperienze nazionali, verificando in che modo tali standard siano recepiti e declinati nei diversi ordinamenti europei. A tal fine, sono state predisposte Schede-Paese relative a tutti gli Stati membri dell’Unione europea e ad un numero significativo di Stati appartenenti al Consiglio d’Europa, sulla base di un format comune, che consente una lettura omogenea e comparabile dei dati. Le schede analizzano, in particolare, la struttura e la composizione dei Consigli giudiziari, i metodi di selezione dei loro componenti, i rapporti con il potere legislativo ed esecutivo, il ruolo delle associazioni professionali dei magistrati e l’organizzazione della competenza disciplinare (cfr. Parte VSchede Allegate).


La redazione delle schede-Paese, per oltre 40 Stati, è stata resa possibile grazie al contributo diretto di numerosi componenti della Commissione, che hanno aderito al progetto su base volontaria, mettendo a disposizione tempo, competenze ed esperienze diverse. A tutti loro va un sincero ringraziamento per il lavoro svolto, spesso complesso e articolato, che ha richiesto un’attenta ricerca ed analisi delle fonti normative e istituzionali nazionali e un costante raccordo con il quadro sovranazionale di riferimento 2.


I risultati dell’attività comparata confluiscono, oltre che nelle singole schede-Paese, in una e Relazione Sintesi esplicativa ed in una Tabella riassuntiva generale, elaborate dalla scrivente, che consentono una lettura sinottica, riepilogativa e unitaria dei dati emersi dal confronto comparato (cfr. rispettivamente, Parte II e Parte IVAllegato 2).


Infine, dall’esame comparato svolto nelle Parti che precedono vengono tratte alcune conclusioni comparative con riferimento alla riforma costituzionale italiana della magistratura 3. Tali considerazioni riguardano in via principale la riforma del Consiglio Superiore della Magistratura, quale fulcro del sistema di autogoverno, ma si estendono altresì – seppur in modo necessariamente meno approfondito, in ragione dell’oggetto specifico del presente Studio – anche agli ulteriori profili della separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente e dell’istituzione di un’Alta Corte disciplinare, che vengono tratteggiati al fine di offrire una visione comparativa del complessivo riordino costituzionale.


Nel suo insieme, lo studio intende adempiere al mandato conferito dal Comitato Direttivo Centrale, offrendo uno strumento di conoscenza e approfondimento fondato su basi solide, ma al tempo stesso di agevole consultazione, destinato agli organi associativi, ai magistrati e, più in generale, a tutti coloro che sono interessati ai temi dell’indipendenza della magistratura e della organizzazione funzionale in una più ampia area europea. L’auspicio è che esso possa contribuire a un dibattito pubblico più consapevole e informato, nel solco degli standard europei e dei valori fondanti dello Stato di diritto.


Note:
1. La proposta è stata approvata alla riunione del CDC dell’ANM del 7 novembre 2025 ed il relativo lavoro è stato assegnato ai componenti della commissione volontari il 19 novembre 2025.
2. Si ringraziano, i componenti della commissione partecipanti al progetto: Antonella Attardo, Marouene Balsano, Luisa Bettiol, Valeria Bolici, Daniela Cardamone, Alessandro Chiauzzi, Clara Ciofetti, Domenico Carbonari, Paola De Franceschi, Raffaella Dimatteo, Sergio De Nicola, Giuseppe Di Giorgio, Alessandra Dominici, Giuseppe Fiengo, Francesca Ghezzi, Michele Incani, Romina Incutti, Lorenzo Lentini, Chiara Maria Paolucci, Angelo Parisi, Simone Petralia, Simone Petrilli, Silvia Rosà, Giovanni Verardi; e i Coordinatori della Commissione: Paola Cesaroni, Antonio Diella, Giulia Marzia Locati e Andrea Reale.
3. “Riforma costituzionale sulla separazione delle carriere (requirenti e giudicanti) e modifica degli organi di autogoverno”, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025, sottoposta a Referendum popolare confermativo


La Presidente della IX Commissione Anm "Questioni Internazionali"
Romina Incutti


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