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2 marzo 2022

Anm: con le pagelle cresce l'ansia dei magistrati

La riforma Cartabia. In audizione alla Camera il segretario Casciaro parla di “visione iper produttivistica”. Il 9 marzo termine per deposito subemendamenti in Commissione.


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Le pagelle ai magistrati? Produrranno «ansia competitiva». Le porte girevoli toghe-politica? Il magistrato deve potere conservare il posto di lavoro. I fuori ruolo? Si rischia una "stretta" con frizioni sul Csm. Gli effetti della riforma? Un magistrato stretto in una morsa di iperproduttività. Piovono critiche e perplessità da parte dei magistrati sulla riforma di Csm e ordinamento giudiziario delineate dalla ministra Marta Cartabia.


L'Anm, in audizione alla Camera, mette nel mirino i cardini dell'intervento; ne contesta innanzitutto, sul piano generale, la fisionomia di magistrato che ne sarebbe sottesa. Lo esplicita il segretario Salvatore Casciaro: «questa riforma stringe il magistrato in una morsa» perchè punta «su una visione iperproduttivistica che capisco vada verso il target del Pnrr, ma poi sarà inevitabile un atteggiamento difensivo da parte del magistrato e questo determinerà una diminuzione dei provvedimenti». E poi Casciaro rincara la dose: «l'Europa non ci chiede solo produttività , ma anche di assicurare qualità alla giurisdizione e, secondo me, questo è un elemento trascurato dagli emendamenti del Governo».


Più nel dettaglio, per il presidente Anm Giuseppe Santalucia, «sul discorso delle pagelle, non vogliamo sfuggire a valutazioni del nostro lavoro. Le valutazioni servono per intercettare le cadute, le lacune, ma non devono essere un momento in cui si vive una competizione. Le pagelle, cioè le votazioni, inevitabilmente introducono un'ansia competitiva. Che bisogno c'è di dare voti sulla capacità di organizzare il proprio lavoro, così come prevede l'emendamento governativo? Piuttosto si valuti il magistrato, ma senza voti». Gli risponde a stretto giro Enrico Costa di Azione, che si chiede «meglio un po' di sana competizione o per individuare i più bravi o essere in mano alle scelte delle correnti? Oggi il 99% delle valutazioni è positivo: o sono tutti geni o qualcosa va cambiato».


Ma l'Anm non digerisce neppure l'introduzione del drastico divieto al rientro in magistratura, sempre e comunque, per la toga anche solo lambita dalla politica. Per Casciaro infatti «il magistrato che, come qualsiasi cittadino, aspira ad avere una carica elettiva dovrebbe mantenere il suo posto di magistrato e non diventare un dirigente amministrativo. L'articolo 51 della Costituzione mira a incentivare la partecipazione alle cariche e agli uffici pubblici di tutti i cittadini, indistintamente».


E sui magistrati fuori ruolo, che gli emendamenti Cartabia si propongono di ridurre, Santalucia precisa che «noi siamo assolutamente favorevoli a una riorganizzazione dei fuori ruolo, che sono comunque previsti dalla legge», quindi «chiedere al Csm di tenere conto delle ricadute che lo svolgimento dell'incarico fuori ruolo può determinare sotto il profilo dell'imparzialità e dell'indipendenza mette un po' in contraddizione il Consiglio superiore con una previsione di legge».


Intanto, in commissione Giustizia, il termine per il deposito dei subemendamenti è stato fissato a mercoledì 9 marzo e nelle prossime ore da parte di tutte le forze politiche partirà la corsa ad aggiustamenti, correzioni, anche stravolgimenti, destinati a modifiche sostanziali in una situazione comunque "aperta", per la decisione del Governo di non porre la fiducia a differenza delle deleghe su processo civile e penale.


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