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9 luglio 2023

Ripensare la disciplina degli incarichi extra-giudiziari

La circolare del Consiglio Superiore della Magistratura che disciplina lo svolgimento degli incarichi extra-giudiziari è stata nel tempo oggetto di molteplici modifiche, tutte costantemente contraddistinte dalla finalità di aumentare il livello e la profondità dei controlli e di ridurre l’ambito di tali incarichi.
Nella sua attuale versione, tale disciplina impone al magistrato che intende svolgere un incarico extragiudiziario oneri di documentazione spesso gravosi e pone delle condizioni che, di fatto, spesso comportano nei fatti un forte disincentivo al loro svolgimento.
A dispetto dell’incipit della circolare, secondo il quale sarebbero espletabili liberamente le attività che costituiscono espressione di diritti fondamentali, la disciplina concreta degli oneri di autorizzazione spesso giunge a mettere in crisi tale fondamentale affermazione di principio.
Costituisce una emblematica dimostrazione di tutto ciò il fatto che la circolare non contempli in alcun modo una espressa esclusione della necessità di autorizzazione per le attività ricollegabili allo svolgimento di attività sindacali, in violazione di un diritto fondamentale riconosciuto a tutti i lavoratori.
Il C.D.C. dell’Associazione Nazionale Magistrati rileva che lo svolgimento di incarichi extragiudiziari, se esercitato con misura e senza pregiudizio per il lavoro giudiziario, per l’imparzialità e l’indipendenza del magistrato e al servizio di altre istituzioni pubbliche o di istituzioni culturali anche private è una fonte di arricchimento per il singolo magistrato e per la magistratura tutta, e non deve essere visto con disfavore.
La possibilità per la magistratura di prendere parte alla vita delle istituzioni pubbliche costituisce, inoltre, una importante garanzia per tutti i cittadini, che non hanno certamente bisogno di magistrati chiusi in una turris eburnea.
L’Associazione Nazionale Magistrati è pienamente consapevole della necessità che il Consiglio Superiore della Magistratura vigili sullo svolgimento di incarichi extragiudiziari, ma tale vigilanza non può risolversi in procedure autorizzative eccessivamente complesse e che impongono al magistrato richiedente il dispendioso onere di complesse procedure autorizzative, spesso condizionate dall’acquisizione di farraginosa documentazione.
Alla stregua di tali considerazioni, il Comitato direttivo centrale dell’ANM, nella seduta odierna,


CHIEDE


al Consiglio Superiore della Magistratura


di modificare la circolare in materia di incarichi extragiudiziari, mediante l’introduzione della esclusione espressa della necessità di autorizzazione preventiva per lo svolgimento di incarichi connessi con lo svolgimento di attività sindacale e mediante la semplificazione della procedura autorizzatoria, sostituendola, ove possibile, con un onere di semplice comunicazione e restringendo ai casi strettamente indispensabili l’onere della preventiva autorizzazione.



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