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8 novembre 2025

Avvio di due progetti di studio comparato dei sistemi giuridici elaborati dalla Commissione Internazionale

Proposta al Comitato Direttivo Centrale

PREMESSA
Lo studio comparato dei sistemi giuridici rappresenta un metodo fondamentale per comprendere l’evoluzione ed il funzionamento delle istituzioni, delle garanzie e delle prassi giudiziarie nei diversi ordinamenti. Attraverso l’analisi comparativa è possibile cogliere le tendenze comuni e le peculiarità dei modelli di governance della giustizia, individuando criticità e soluzioni che contribuiscono a rafforzare l’indipendenza ed autonomia del potere giudiziario e la qualità dell’amministrazione della giustizia.
In questo quadro, l’approfondimento dei sistemi di autogoverno della magistratura negli Stati europei consente di misurare la solidità delle garanzie di autonomia e di equilibrio istituzionale, offrendo elementi utili anche al dibattito sulla riforma costituzionale in corso nel nostro paese.
Parallelamente, l’esame comparato dei modelli di integrazione delle tecnologie di intelligenza artificiale nei sistemi giudiziari permette di valutare le opportunità e i rischi legati all’uso dell’IA nel processo decisionale, in termini di trasparenza, controllo umano e rispetto dei principi di indipendenza e imparzialità.
In tale prospettiva, la Commissione di Studio Internazionale dell’ANM ritiene opportuno promuovere due approfondimenti paralleli:


Studio comparato sui sistemi di autogoverno della magistratura in Europa
Il procedimento di revisione costituzionale sullo “Ordinamento giurisdizionale e istituzione della Corte disciplinare” (DL 1917/2024) è ormai una realtà e vede l’ANM fortemente impegnata – anche attraverso il ‘Comitato Nazionale a difesa della Costituzione per il No nel referendum avente ad oggetto il Disegno di legge costituzionale: Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte Disciplinare’ (Comitato per il NO) - in una campagna informativa sul referendum confermativo che prevedibilmente si terrà tra pochi mesi, in primavera .
La Commissione di Studio Internazionale propone l’avvio di un’analisi comparata dei sistemi di autogoverno della magistratura nei principali Paesi europei. Lo studio – concepito in funzione informativa ai fini della campagna referendaria – si concentrerà, per ragioni di tempo ma soprattutto di opportunità, sull’organizzazione e sul funzionamento degli organi di autogoverno della magistratura. La scelta di focalizzare l’indagine su questo aspetto nasce dalla consapevolezza che proprio la struttura e l’operatività dei cosiddetti consigli giudiziari rappresentano il nodo più sensibile in tema di garanzie dell’indipendenza della giurisdizione, incidendo direttamente sull’equilibrio tra i poteri dello Stato e sull’autonomia decisionale degli organi di autogoverno, nel rispetto del principio di separazione dei poteri. In tale prospettiva, la riforma dell’autogoverno della magistratura attualmente in discussione in Italia solleva fondate preoccupazioni quanto alla effettiva rappresentatività della categoria, alla sottrazione di competenze essenziali – in particolare quella disciplinare – e, più in generale, alla reale tutela dell’indipendenza e dell’autonomia della funzione giudiziaria.
L’obiettivo della Commissione di Studio Internazionale è, quindi, quello di offrire un quadro di riferimento sintetico e documentato che possa costituire un utile supporto alla campagna referendaria. Lo studio intende delineare, in modo chiaro e accessibile, il contesto normativo e gli standard europei in materia di autogoverno della magistratura e, sulla base del confronto tra i diversi ordinamenti, mettere a disposizione dell’ANM e del neo-costituito Comitato per il No uno strumento di informazione e riflessione da utilizzare nel dibattito pubblico.
Attraverso il raffronto con le esperienze maturate in altri Paesi europei, la Commissione mira a contribuire ad una valutazione consapevole degli effetti e delle criticità connesse alla riforma costituzionale in discussione.


Lo studio segnatamente riguarderà:


• la struttura e composizione degli organi di autogoverno;
• i sistemi di nomina e le garanzie di indipendenza;
• le competenze, con particolare attenzione alla funzione disciplinare;
• i rapporti con l’esecutivo, il legislatore ed il potere politico in generale;
• i meccanismi di controllo e di responsabilità;
• le criticità e buone prassi rilevate in ciascun ordinamento.


Il lavoro sarà svolto con il contributo dei membri della Commissione (WG2 – Riforma Costituzionale) ed, eventualmente, se necessario, con contatti informativi diretti con rappresentanti del CSM, della European Association of Judges (EAJ), del Consualtive Council of European Judges (CCJE), della European Network of Councils of the Judiciary (ENCJ), della Commissione di Venezia.


2. Studio comparato sull’attuazione del Regolamento (UE) 2024/1689 – AI Act nel settore della giustizia
L’entrata in vigore del Regolamento (UE) 2024/1689 sull’intelligenza artificiale (AI Act) ha introdotto il primo quadro normativo organico europeo sull’uso dell’IA, fondato su un approccio basato sul rischio e sulla tutela dei diritti fondamentali, dello Stato di diritto e
dell’indipendenza giudiziaria. Il Regolamento qualifica come “ad alto rischio” i sistemi di IA utilizzati nell’amministrazione della giustizia e nei processi decisionali delle autorità giudiziarie, imponendo requisiti stringenti di trasparenza, sorveglianza umana e valutazione d’impatto sui diritti fondamentali.
A livello nazionale, la recente Legge 23 settembre 2025, n. 132 ha dato attuazione al Regolamento europeo, disciplinando l’uso dell’IA nell’attività giudiziaria e amministrativa (art. 14 e 15). Essa stabilisce che l’IA può essere utilizzata solo come strumento di supporto, mai sostitutivo della decisione umana; che l’impiego di sistemi di IA negli uffici giudiziari è subordinato ad autorizzazione ministeriale e a valutazioni di impatto; e che la formazione dei magistrati sull’uso consapevole dell’IA è obbligatoria. Il Consiglio Superiore della Magistratura, con la Delibera n. 118.VV.2024 (8 ottobre 2025), ha approvato specifiche Raccomandazioni sull’uso dell’intelligenza artificiale nell’amministrazione della giustizia, evidenziando la necessità che ogni sistema di IA sia trasparente, tracciabile e controllato dal giudice; il divieto di utilizzo di IA generative non certificate; e l’importanza di promuovere competenze tecniche ed etiche nella magistratura.
Alla luce dell’attuale assetto regolamentare, la Commissione propone, altresì, di avviare un secondo progetto di studio, dedicato a monitorare come i diversi Stati membri dell’Unione Europea stiano recependo e implementando il Regolamento (UE) 2024/1689 sull’intelligenza artificiale (AI Act), in particolare con riferimento all’uso dell’IA nell’amministrazione della giustizia.


Tale analisi comparativa (demandato al WG3 – Studio) – anche in coordinamento con la Commissione di Studio ‘Innovazione tecnologica e organizzativa, transizione digitale, informatica e intelligenza artificiale’ – si concentrerà sugli aspetti più significativi per la funzione giurisdizionale, tra cui:
• analizzare come gli Stati membri dell’Unione Europea stiano recependo e implementando l’AI Act, in particolare nel settore della giustizia;
• verificare in che modo i diversi ordinamenti stiano regolando o sperimentando l’uso di sistemi di IA come ausilio tecnico al processo decisionale (anche attraverso raccomandazioni e linee guida), non solo per fini organizzativi o amministrativi;
• identificare modelli, buone pratiche e criticità in rapporto all’indipendenza giudiziaria, alla tutela dei diritti fondamentali e alla qualità della decisione giudiziale.


L’obiettivo è costruire un quadro comparato che consenta all’ANM di formulare osservazioni e proposte a livello nazionale ed europeo, promuovendo un uso consapevole e rispettoso dei principi costituzionali e convenzionali dell’IA in ambito giudiziario.


CONCLUSIONE
Entrambi i progetti di studio saranno strutturati in modo sintetico – nel format di schede - paesi – al fine di costituire uno strumento agile di ausilio a successive iniziative dell’ANM.
Attraverso tali approfondimenti si mira, infine, a rafforzare il ruolo dell’ANM nel dibattito internazionale e nel confronto istituzionale sui temi dell’autogoverno e dell’innovazione tecnologica nella giustizia, contribuendo a una riflessione informata e comparata sulle riforme in corso e normative recentemente introdotte.


Romina Incutti
Presidente – Commissione di Studio Internazionale Anm



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