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9 giugno 2010

Soddisfazione Anm sui trasferimenti d'ufficio

Il presidente della Camera ha dichiarato inammissibilel'emendamento sui trasferimenti d'ufficio dei magistrati, che ilGoverno avrebbe voluto inserire nel decreto legge contro laviolenza sessuale. La valutazione di uno dei massimi organiistituzionali, conferma la fondatezza delle perplessitàimmediatamente espresse dall'Associazione nazionale magistrati erespinte dal Governo con fastidio.


Il presidente della Camera ha dichiarato inammissibile
l'emendamento sui trasferimenti d'ufficio dei magistrati, che il
Governo avrebbe voluto inserire nel decreto legge contro la
violenza sessuale. La valutazione di uno dei massimi organi
istituzionali, conferma la fondatezza delle perplessità
immediatamente espresse dall'Associazione nazionale magistrati e
respinte dal Governo con fastidio.



L'Anm esprime grande e rispettosa soddisfazione - dichiarano il
presidente, Luca Palamara, e il segretario generale, Giuseppe
Cascini - ma è ben consapevole che la decisione del presidente
della Camera riguarda esclusivamente l'estraneità dell'ordinamento
giudiziario rispetto alla materia del decreto. Pertanto prosegue
l'attività di segnalazione, sensibilizzazione e, ove necessario, di
denuncia, per evitare che all'emergenza della scopertura degli
uffici di procura, soprattutto nelle sedi più disagiate, si
risponda con misure inadeguate, incoerenti rispetto al divieto di
attribuire le funzioni di pubblico ministero e di giudice
monocratico ai giovani magistrati, e altresì incostituzionali per
la violazione del principio di inamovibilità del magistrato.



In particolare, l'invito ad ascoltare i magistrati, anche in
audizione, si rivolge ora alla commissione Giustizia del Senato,
che ha appena iniziato l'esame del disegno di legge del Governo per
la riforma del processo penale, il cui articolo 22 contiene le
norme sui trasferimenti d'ufficio, riprodotte nell'emendamento
dichiarato inammissibile. In quella sede ed in ogni altro luogo
istituzionale vogliamo rinnovare le proposte dell'Anm tra cui in
particolare il suggerimento di derogare temporaneamente al divieto
di destinare i magistrati di prima nomina agli uffici di procura,
prevedendo incentivi professionali per quanti permangano nelle sedi
disagiate, ed estendendo l'istituto dell'applicazione dei
magistrati, attraverso la modifica dell'articolo 110
dell'Ordinamento giudiziario.



 



 




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