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dei magistrati italiani. Tutela i valori costituzionali, l'indipendenza e l'autonomia della magistratura.
    

11 giugno 2010

Lettera al Direttore de "Il Giornale"

Il Presidente Palamara e il Segretario Cascini hanno inviato unalettera al direttore de "Il Giornale" che, nell'edizione di lunedì7 luglio, ha pubblicato alcuni articoli in tema di trattamentoeconomico dei magistrati, che contengono informazioni errate efuorvianti e sulle quali riteniamo doverose alcuneprecisazioni.


Al Direttore del quotidiano "Il
Giornale"



Gentile Sig. Direttore,

nella giornata di lunedì 7 luglio il Suo giornale ha pubblicato
alcuni articoli in tema di trattamento economico dei magistrati,
che contengono informazioni errate e fuorvianti e sulle quali
riteniamo doverose alcune precisazioni.



Negli articoli vengono indicati in modo fuorviante quali redditi
di riferimento le dichiarazioni, al lordo delle trattenute fiscali,
di giudici costituzionali, di magistrati amministrativi e di alcuni
magistrati che hanno svolto funzioni ministeriali, attribuendo
particolare risalto ai relativi dati numerici che, tuttavia, non
corrispondono alle effettive retribuzioni dei giudici ordinari.



Infatti, gli stipendi dei magistrati sono completamente
differenti da quelli enfatizzati nella testata.

Intendiamo, quindi, fornire i reali parametri:




  • un magistrato di prima nomina percepisce uno stipendio netto
    mensile di €  2.280;


  • un magistrato con cinque anni di servizio lo stipendio netto
    mensile di € 3.717;


  • un magistrato con dieci anni di servizio lo stipendio netto
    mensile di € 3.952;

    E' di tutta evidenza che i suindicati livelli retributivi sono
    notevolmente distanti dalle cifre riportate nell'articolo.



A ciò vanno aggiunte alcune ulteriori considerazioni:




  1. per partecipare al concorso in magistratura è necessario aver
    conseguito una laurea quinquennale e superato un corso di
    specializzazione biennale, per cui l'età di ingresso in
    magistratura è, oggi, in media, superiore ai trenta anni;


  2. i magistrati di prima nomina sono, nella quasi totalità dei
    casi, destinati in sedi molto lontane da quelle di residenza,
    spesso in zone difficili del paese;


  3. i magistrati sostengono da soli le spese per l'aggiornamento
    professionale, quali gli abbonamenti a riviste, codici, libri,
    senza che le stesse possano essere nemmeno detratte dalla
    dichiarazione dei redditi.



E' del tutto falso, inoltre, quanto riportato nell'articolo
relativamente agli arbitrati: ai magistrati ordinari è del tutto
precluso lo svolgimento di incarichi arbitrali, così come di
qualsiasi altro incarico extra-giudiziario retribuito.



Il reddito che abbiamo indicato è l'unico che può essere
percepito da un magistrato ordinario.



I riferimenti alle ferie dei magistrati e alla presenza in
ufficio sono, infine, del tutto fuorvianti.



Il periodo di sospensione feriale, infatti, prevede la
sospensione di tutti i termini processuali, salvo che di quelli per
il deposito delle sentenze, che tutti i magistrati redigono anche
durante il periodo destinato alle ferie.



Inoltre, la gran parte dei giudici non ha a disposizione un
ufficio dove poter scrivere le sentenze e, dunque, sono costretti a
lavorare a casa.



Peraltro, non sono previsti stanziamenti per gli straordinari
del personale amministrativo, che per tale motivo non sono presenti
in ufficio oltre le ore 14,00.



In realtà la produttività media dei magistrati italiani è di
gran lunga superiore a quella degli altri paesi europei.



I magistrati  lavorano, senza risparmiarsi, anche nei
giorni festivi e durante il periodo feriale.

E' giusto che i cittadini siano informati anche sulle retribuzioni
dei magistrati, ma riteniamo che la stampa abbia il dovere di
fornire una informazione completa ed aderente alla realtà.




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