L'ANM è l'associazione cui aderisce circa il 90%
dei magistrati italiani. Tutela i valori costituzionali, l'indipendenza e l'autonomia della magistratura.
    

28 giugno 2010

Documento finale Cdc 29 maggio 2010

L'Associazione nazionale magistrati prende atto della gravesituazione di crisi economica del Paese e ribadisce che imagistrati non intendono sottrarsi al loro dovere di cittadini e dicontribuenti, purchè nel quadro di una manovra che sia rispettosadei principi di equità e proporzionalità.


L'Associazione nazionale magistrati
prende atto della grave situazione di crisi economica del Paese e
ribadisce che i magistrati non intendono sottrarsi al loro dovere
di cittadini e di contribuenti, purchè nel quadro di una manovra
che sia rispettosa dei principi di equità e proporzionalità.



Le misure delle quali si ha notizia
appaiono, invece, gravemente discriminatorie e punitive per i
magistrati, ed in particolare per i più giovani,  e tali da
incidere negativamente sul funzionamento dell'intero sistema
giudiziario.



Come mai avvenuto in precedenza, le
retribuzioni dei magistrati verrebbero  colpite quattro volte:
con un prelievo forzoso sugli stipendi, il blocco dei meccanismi di
progressione economica, il blocco dell'adeguamento alla dinamica
dei contratti pubblici e, addirittura, il blocco degli effetti
economici degli avanzamenti di carriera collegati al positivo
superamento delle valutazioni di professionalità.



Queste misure, peraltro, si
inseriscono in un clima di costante aggressione da parte di
esponenti politici e istituzionali nei confronti della
magistratura,  accompagnata da una campagna mediatica di
delegittimazione dei magistrati, dipinti come fannulloni strapagati
e politicizzati, e da interventi legislativi dichiaratamente
finalizzati ad impedire lo svolgimento delle indagini e dei
processi.



Si tratta di interventi iniqui e
incostituzionali nei confronti dei magistrati, con gravi
sperequazioni in rapporto con altre categorie e anche all'interno
della magistratura. Peraltro è la terza volta in quattro anni che
si incide sugli stipendi dei magistrati, con effetti ancora
perduranti.



E' del tutto evidente, in primo
luogo, l'incostituzionalità di una disposizione con la quale si
opera una decurtazione secca del trattamento economico solo dei
dipendenti pubblici, in violazione dei principi di eguaglianza e di
progressività del sistema fiscale.

Ma soprattutto sono inaccettabili, oltre che gravemente
discriminatorie, misure che incidono prevalentemente sulle
retribuzioni dei magistrati più giovani.



Essere considerati non una risorsa,
ma un costo o addirittura uno spreco per la giustizia è
inaccettabile. Soprattutto in una situazione in cui i magistrati
sono costretti a gestire carichi di lavoro insostenibili e a
svolgere quotidianamente attività di supplenza per sopperire alle
carenze  del sistema.



Se queste proposte dovessero
diventare legge l'Anm non farà mancare ai magistrati ogni forma di
consulenza e assistenza per la tutela in sede giudiziaria dei loro
diritti.

In una situazione di drammatica crisi di funzionamento della
giustizia, la manovra colpisce pesantemente l'intero sistema
giudiziario.



Il personale amministrativo,
infatti, da anni in attesa di una necessaria riqualificazione,
viene ancora mortificato e svilito, con il blocco dei contratti, la
proroga del divieto di nuove assunzioni, e una ulteriore riduzione
del 10% degli stanziamenti per il funzionamento degli uffici.



I magistrati hanno il dovere di
denunciare i rischi per la funzionalità del servizio giudiziario
derivanti da una manovra iniqua, sperequata e incostituzionale.



Il Comitato Direttivo Centrale
dell'Associazione Nazionale Magistrati



DELIBERA



La conferma dello stato di
agitazione già proclamato;



la convocazione  in via permanente  del Cdc per seguire
lo sviluppo della questione.



DA' MANDATO



alla Gec di organizzare sul
territorio, unitamente alle rappresentanze sindacali del personale
e agli altri operatori, iniziative di protesta e di
sensibilizzazione dell'opinione pubblica sullo stato della
giustizia in Italia e sull'opera di costante supplenza svolta dai
magistrati e dal personale amministrativo;



riserva la decisione, anche all'esito degli incontri istituzionali
programmati, in merito ad ulteriori ed eventuali iniziative di
protesta, nessuna esclusa, e che tengano conto, anche e soprattutto
delle attuali sempre più insostenibili condizioni di lavoro, che
non consentono ulteriori forme di impropria supplenza.



 




stampa
Stampa

Cerca documenti per...

Data

ANM risponde

Le domande e le curiosità sul funzionamento e gli scopi dell'ANM

Poni la tua domanda


Iscriviti alla newsletter

Resta aggiornato su notizie ed eventi dell'Associazione Nazionale Magistrati