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5 agosto 2011

Sezione Sardegna - Comunicato sulla questione morale

La questione morale e leistituzioni: l'indipendenza della magistratura.La recente cronaca ha fattoemergere i torbidi intrecci tra uomini delle istituzioni e altrisoggetti che, perseguendo fini illeciti, si accorderebbero persvuotare di contenuto regole e procedure, al più formalmenterispettate ma in realtà asservite alla cura dei loro interessi.


La questione morale e le
istituzioni: l'indipendenza della magistratura.



 



La recente cronaca ha fatto
emergere i torbidi intrecci tra uomini delle istituzioni e altri
soggetti che, perseguendo fini illeciti, si accorderebbero per
svuotare di contenuto regole e procedure, al più formalmente
rispettate ma in realtà asservite alla cura dei loro interessi.



Anche il Presidente del Tribunale
di Cagliari, a sua insaputa e suo malgrado, è stato coinvolto dalle
attenzioni dei "tramanti", che avevano tentato di influenzare in
suo favore, di fatto inutilmente, la decisione di un procedimento
relativo a una presunta situazione di incompatibilità, poi ritenuta
insussistente dal Consiglio Superiore della Magistratura. La
notizia avrebbe potuto offuscare il prestigio del magistrato
interessato, ma la sua totale estraneità alla vicenda è stata
immediatamente acclarata anche dalla stampa locale.



Non è quindi necessario esprimere
ulteriore sostegno al nostro collega, che già ha ricevuto
innumerevoli manifestazioni di stima e solidarietà, e della cui
tutela deciderà il Consiglio Superiore della Magistratura.



Si intende, invece, sottolineare il
pericolo per il fisiologico funzionamento delle istituzioni, e
quindi per la democrazia, derivante dalle vicende rivelate dalla
recente cronaca giudiziaria.



La nostra Costituzione garantisce
al cittadino un magistrato autonomo, indipendente e, perciò,
imparziale.



Da anni, in Italia, il potere
politico attenta all'indipendenza del potere giudiziario: la
magistratura associata ha svolto e svolge un attento ruolo di
vigilanza e di denuncia, per la migliore tutela dei cittadini e, in
particolare, perchè ne sia assicurata l'uguaglianza davanti alla
legge.



Ma l'indipendenza innanzi tutto
impone a ciascun magistrato precisi doveri di cautela e
riserbo.



Costituiscono sostanziale rinuncia
alla propria autonomia, e tradiscono la propria funzione, i
comportamenti ascritti ad alcuni magistrati, anche investiti di
incarichi direttivi, a quanto pare ispirati da inaccettabili
contiguità a gruppi d'interesse e disponibili ad impropri
interventi, per influire sull'assegnazione di affari e di incarichi
di prestigio.



La magistratura sarda ha recepito
con profonda indignazione la notizia di quei gravissimi
comportamenti, perché giudici e pubblici ministeri devono essere e
apparire al servizio della legge e dei cittadini: quindi, liberi da
condizionamenti, riservati, mai collaterali a centri di potere,
clienti di nessuno, all'interno e all'esterno dell'ordine
giudiziario.



Per questo, sono indispensabili e
urgenti gli interventi del Consiglio Superiore della Magistratura e
l'impegno della magistratura associata sulla questione morale, per
scoraggiare drasticamente qualsiasi contiguità tra i magistrati e
opachi centri di interesse.



 



La giunta sarda Associazione
Nazionale Magistrati



 




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