L'ANM è l'associazione cui aderisce circa il 90%
dei magistrati italiani. Tutela i valori costituzionali, l'indipendenza e l'autonomia della magistratura.
    

3 aprile 2012

Documento programmatico della giunta eletta il 24/03/2012

Compito primario dell'Anm è eresta, come da Statuto, "propugnare l'attuazione di un ordinamentogiudiziario che realizzi l'organizzazione autonoma dellaMagistratura in conformità delle esigenze dello Stato di diritto inun regime democratico" e "dare opera affinché il carattere, lefunzioni e le prerogative del potere giudiziario, rispetto aglialtri poteri dello Stato, siano definiti e garantiti secondo lenorme costituzionali .


Compito primario dell'Anm è e resta,
come da Statuto, "propugnare l'attuazione di un ordinamento
giudiziario che realizzi l'organizzazione autonoma della
Magistratura in conformità delle esigenze dello Stato di diritto in
un regime democratico" e "dare opera affinché il carattere, le
funzioni e le prerogative del potere giudiziario, rispetto agli
altri poteri dello Stato, siano definiti e garantiti secondo le
norme costituzionali .



L'intransigente difesa degli assetti
costituzionali della giurisdizione, vero valore fondativo ed
identitario dell'ultracentenaria Anm, non può che rimanere quindi
il primo obiettivo dell'Associazione.



L'Anm continuerà a perseguirlo come
ha sempre fatto, così riuscendo ad essere voce autorevole ed
ascoltata nel discorso pubblico e nelle Istituzioni: aperta al
dialogo, senza collateralismi, con tutte le forze politiche che si
riconoscono nei valori della Carta del 1948, con l'Avvocatura, con
l'Università, con le tante istanze culturali che continuano ad
arricchire la vita del nostro Paese, consapevole che la Giustizia
continua a necessitare di quelle riforme e di quegli investimenti
che possano far superare le sue attuali gravi inefficienze e
disfunzioni, e che su questa via l'acquisizione del "punto  di
vista esterno" rimane per la Magistratura una assoluta esigenza,
per evitare autoreferenzialità e visione corporativa dei
problemi.



Autonomia ed indipendenza garantite
dall'attuale ruolo, dalle attuali funzioni e dall'attuale
composizione del Csm, soggezione dei magistrati soltanto alla
legge, obbligatorietà dell'azione penale, unità delle carriere,
indipendenza del pm dall'esecutivo restano per l'Anm i punti
imprescindibili della giurisdizione nello Stato Costituzionale di
diritto, e ferma ne resterà la difesa da parte dell'Anm, in
qualunque quadro politico. Come ferma resterà la difesa di ogni
normativa e di tutti quegli strumenti processuali che possano
consentire di continuare a  svolgere i ruoli essenziali della
giurisdizione: la tutela e l'arricchimento dei diritti, il
controllo di legalità dei poteri pubblici e privati, il contrasto
alla piccola e grande criminalità nel rispetto delle garanzie e
della funzione del processo.



Per il resto l'Anm proponendosi di
seguire, e di essere la prima a proporre, tutti quegli interventi
legislativi, e tutti quei piani di investimento nell'innovazione,
in risorse umane e materiali che possano garantire una
giurisdizione all'altezza dell'efficienza che deve avere in un
Paese moderno.

 

Il continuare ad essere autorevole protagonista del confronto
politico-istituzionale sul miglior modo di far funzionare quella
grande risorsa che per una democrazia è la Giustizia, promuovendo
nei magistrati la consapevolezza istituzionale del ruolo e la
cultura della giurisdizione, ed avversando ogni burocratismo
innanzitutto culturale, è per l'Anm anche il miglior modo, la
precondizione per svolgere con forza ed autorevolezza l'altra sua
fondamentale funzione: l'essere sindacato dei magistrati.



Pensare che possa svolgere un ruolo
autorevole nello scenario pubblico senza saper essere anche
sindacato e quindi rappresentativa o che possa essere sindacato
forte ed ascoltato senza saper essere autorevole soggetto del
dibattito politico-culturale è semplicemente un equivoco.



Su queste premesse, l'Anm è
disponibile a fornire il proprio contributo di idee in vista di
progetti di riforma che siano finalizzati al miglioramento della
funzionalità e dell'efficienza del servizio-giustizia, e come
sempre si impegna ad elaborare proposte concrete volte a garantire
la ragionevole durata dei processi e l'efficace tutela dei diritti
dei cittadini .





  1. E' necessario che l'Associazione
    tuteli e difenda l'attuale assetto costituzionale della
    magistratura
    contrastando ogni progetto di riforma
    ordinamentale e processuale  che implichi un ridimensionamento
    delle prerogative di autonomia ed indipendenza dei giudici e dei
    pm, mantenendo alta la tensione  morale e la consapevolezza
    del ruolo e della funzione  della Magistratura  di fronte
    a derive verso la burocratizzazione dell'attività giudiziaria.
    L'Anm deve promuovere tra i colleghi una  professionalità
    rigorosa e responsabile, nel contempo aliena da protagonismi.
    Funzionale a questo obbiettivo è una forte politica di difesa
    dell'unicità della carriera e della partecipazione del pm ad
    un'unica Magistratura per evitare i rischi di  allontanamento
    di tale funzione dalla giurisdizione e dalle sue garanzie.




  2. La questione
    morale
    in magistratura assume oggi una nuova centralità,
    anche alla luce delle preoccupanti e recenti vicende di contiguità
    con ambienti oggetto di indagini penali, che hanno coinvolto
    diversi magistrati in varie parti del Paese.

    L'Anm non può arrestarsi di fronte alla carenza di rilievo penale
    di talune condotte. In tale contesto è necessario che l'Anm prenda
    tempestivamente posizione verso l'opinione pubblica per le vicende
    che riguardano i magistrati e possano avere rilevanza generale,
    valorizzi il ruolo degli organismi interni (Collegio dei probiviri)
    per una rapida valutazione dei comportamenti in conflitto con i
    principi affermati dallo Statuto della Associazione, e promuova una
    cultura della giurisdizione che dia applicazione ai principi del
    rinnovato Codice Etico perché non restino mera affermazione
    astratta.




  3. L'azione 
    sindacale
    dell'Associazione deve riguardare:




A) Il miglioramento
delle condizioni di lavoro
e il rispetto della dignità
della professione, attraverso l'indispensabile adeguamento dei
supporti amministrativi e strumentali (è ineludibile l'attuazione
del c.d. "ufficio del giudice"), con particolare attenzione alla
tutela per i giovani magistrati, più esposti dal punto di vista
dell'organizzazione interna degli uffici , anche per le possibili
ricadute disciplinari, oltre che meno tutelati dal punto di vista
economico.



B) Il trattamento
economico:
la dignità e l'indipendenza della funzione
richiedono anche un adeguato trattamento economico, che sia
coerente, nella sua struttura, alla caratteristica peculiare
dell'omnicomprensività ed all'esigenza di salvaguardare il potere
d'acquisto dello stesso senza dover ricorrere a inopportune
iniziative di periodica contrattazione.

Per questo si impone un'efficace azione a salvaguardia e ripristino
dell'assetto retributivo. In particolare, fermi restando quei 
principi, le modalità concrete di adeguamento stipendiale
richiedono una rivisitazione alla luce della mutata struttura delle
retribuzioni nel pubblico impiego (con  riduzione via via
dell'incidenza della "parte fissa" rispetto alle voci accessorie e
variabili) e delle mutate modalità di accesso alla professione, che
privano di giustificazione il permanere di differenze tra il
trattamento economico della magistratura ordinaria e quello della
magistratura amministrativa e della più alta dirigenza dello Stato.
Il responsabile rifiuto della magistratura ordinaria di svolgere
incarichi-extra giudiziari di cospicua remunerazione, quali gli
arbitrati, è indicativo del significato anche culturale del
principio dell'omnicomprensività, che attesta la necessità che il
trattamento economico del magistrato ordinario contribuisca
efficacemente a salvaguardare l'effettiva libertà ed indipendenza
esterna del magistrato con l'esclusiva attenzione alla qualità ed
adeguatezza del lavoro svolto.



C) Le rivendicazioni della
magistratura ordinaria vanno avanzate nell'interesse dei singoli
magistrati, ma nella piena consapevolezza che esse sono strumentali
a consentire che il magistrato possa concorrere efficacemente ad
assolvere all'interesse superiore della collettività ad una
efficiente amministrazione della giustizia. Non può ulteriormente
chiedersi alla magistratura di supplire a carenze 
organizzative del sistema  giudiziario
nel suo
insieme senza mettere a disposizione risorse, la copertura degli
organici (esempio preoccupante la recente vicenda della ritardata
entrata in servizio dei Mot) e l'assunzione di nuovo personale
amministrativo, una revisione seria delle circoscrizioni ed
innovazioni  tecnologiche. A tutto ciò deve aggiungersi una
costante attenzione al profilo dell'indipendenza interna:  i
rapporti con i capi degli uffici, le interpretazioni tabellari, i
comportamenti illegittimi assunti in sede locale richiedono un
pronto intervento che faccia sentire la presenza dell'associazione
al fianco dei colleghi.

A tal proposito va attribuito e sollecitato un ruolo più
rilevante alle sezioni distrettuali
dell'Anm, fermi
restando gli interventi in sede centrale nelle ipotesi di
prevaricazione più gravi o reiterate.



D) Carichi e qualità di
lavoro:
è necessaria un'incisiva azione per il concreto
decollo degli standard di rendimento e di monitoraggio e per
l'individuazione di una fascia  di produttività
sostenibile  all'interno delle specifiche realtà giudiziarie.
Ciò non solo per la salvaguardia della posizione del singolo
magistrato, ma altresì per una trasparente ed efficiente
organizzazione del lavoro collettivo dell'ufficio giudiziario nel
suo complesso, anche al fine di promuovere scelte organizzative
fondate  sulla corretta valutazione dei carichi di lavoro e la
partecipazione dei singoli magistrati a tali scelte.

Deve essere valorizzato un modello di magistrato non burocrate e di
dirigente  rispettoso dell'autonomia valutativa dei singoli
magistrati, ma che sia nel contempo attento e consapevole
coordinatore del lavoro altrui.

L'Anm deve promuovere l'elaborazione di statistiche
affidabili
, con un maggiore sforzo però per attribuire
"peso" qualitativo ad alcuni procedimenti ed atti ed una
valutazione quantomeno complessiva delle percentuali di
rigetto/riforma, per evitare di premiare chi lavora "a
cottimo"senza preoccuparsi della qualità e dell'impatto del proprio
lavoro sul sistema complessivo e sul lavoro degli altri magistrati.
Nel contempo vanno individuati i cd. fattori "di sofferenza" di un
singolo ufficio, in modo tale da non penalizzare - specie sotto il
profilo disciplinare - magistrati svantaggiati da obiettive
difficoltà organizzative o da scelte sbagliate dei propri
dirigenti.

Va in particolare promossa la consapevolezza che è ormai
inaccettabile considerare normale e fisiologica una ripartizione
aritmetica automatica del carico di lavoro dell'ufficio giudiziario
tra i magistrati concretamente presenti, con la pretesa di
attribuire al singolo la gestione dei numeri di procedimenti quali
che siano, pretendendo che il numero incontrollato sia il parametro
per le valutazioni di professionalità e disciplinari. 



4. Il citato argomento dei
carichi di lavoro non può prescindere dalla
riflessione e dalle proposte che da tempo l'Anm rivolge alla classe
politica in tema di riforma delle circoscrizioni giudiziarie. Il
raggiungimento di questo obiettivo non può più essere rinviato: nel
proporre le doverose modifiche ed accorpamenti, l'associazione deve
sopire sul nascere qualsiasi tentazione campanilistica, sia pure
motivata da ragioni comprensibili.

Bisogna far comprendere alla cittadinanza e all'avvocatura che la
razionalizzazione delle risorse, le economie di
scala, il coordinamento distrettuale o provinciale sono la miglior
risposta a problemi gravi come gli attacchi della criminalità
organizzata o l'aumento esponenziale del contenzioso civile e del
lavoro. Ciò non toglie che una dislocazione intelligente ed il
connesso potenziamento di talune Sezioni distaccate potranno
fornire una risposta anche alla ragionevole esigenza di fruire di
una "giustizia di prossimità", che non va lasciata alla gestione
esclusiva dei giudici di pace. 



5. Le altre riforme
generali.

Il sistema penale è diventato nell'ultimo
decennio sempre più rigoroso nei confronti dei soggetti
"marginali", ad esempio con le norme in tema di recidiva, droghe,
immigrazione, contraffazione, e nel contempo più lassista nei
confronti dei fenomeni corruttivi, della criminalità economica e
tributaria, grazie agli interventi normativi in questi
settori  e sulla prescrizione in genere.



E' chiaro che l'Anm deve chiedere al legislatore una decisa
inversione di rotta, che permetta finalmente l'applicazione della
legge penale secondo il principio di uguaglianza dei cittadini
davanti alla legge e di ragionevole durata dei processi, basata su
depenalizzazione, sanzioni alternative al carcere di effettiva
applicazione , interventi sul sistema delle impugnazioni e, come da
tempo richiedono le Istituzioni europee, una rivisitazione della
disciplina della prescrizione che sia funzionale 
all'effettivo accertamento dei fatti. Ancora sono necessarie una
revisione della normativa sulla corruzione, sulla bancarotta e sui
reati tributari, con introduzione dei delitti di autoriciclaggio e
di traffico d'influenza, un rafforzamento ed una estensione delle
misure di sicurezza patrimoniali ed una estensione della
responsabilità delle persone giuridiche.



Per i profili processuali, è necessario che il
legislatore , ad oltre vent'anni dal nuovo c.p.p., rivisiti il
sistema in modo organico, elimini garanzie formali prive di
effettivo contenuto rinforzando gli istituti garantistici più
importanti, snellisca ed informatizzi il sistema delle
notificazioni.



Nel settore civile vanno incentivate corsie
prioritarie per alcune cause che incidono di più sulla vita dei
cittadini, nonché la diffusione di prassi virtuose anche
tramite  l'attività degli Osservatori  che permettano una
migliore gestione del processo civile  , va altresì
sollecitato il potenziamento dell'Avvocatura dello Stato e
dell'INPS per limitare le cause "in frode".



Tali modelli organizzativi vanno adottati anche in relazione alle
recenti modifiche normative in tema di calendarizzazione del
processo civile e di possibile responsabilità disciplinare connessa
al mancato rispetto dei termini. In proposito, va evidenziato che
l'efficacia della risposta del giudice civile non può essere
certamente demandata al singolo, ma deve essere necessariamente
accompagnata e supportata da strumenti organizzativi complessivi e
da piani di smaltimento dell'arretrato in un dialogo costante con
una dirigenza  responsabile e partecipata .



6. L'associazione e
l'autogoverno:
l'Anm  ritiene  fondamentale per
la crescita e  la  tutela  dell'immagine  della
magistratura e del suo autogoverno  che  si perseguano
sistemi e scelte coerenti, trasparenti e adeguatamente
motivate:  nella scelta dei dirigenti, nella tempistica di
trattazione delle pratiche, nelle  assegnazioni dei fuori
ruolo, nell'esercizio dell'attività disciplinare.



Quanto in particolare a quest'ultimo
tema, deve essere contrastata  una interpretazione che 
veda la sanzione disciplinare legata per lo più  ad una
concezione burocratica del lavoro, attenta solo al rispetto formale
dei termini di deposito delle sentenze, senza considerare le
condizioni di lavoro, la qualità e il livello dell'impegno
complessivo che viene profuso, spesso in sedi assolutamente
sguarnite dove il lavoro è diventato ancor più difficile.



E' inoltre  irrinunciabile che
l'attività disciplinare presti alle condotte che più immediatamente
rientrano nella c.d questione morale almeno altrettanta attenzione
di quella riservata al ritardato  deposito delle sentenze. A
livello distrettuale è necessario che l'associazione presti
costante attenzione al lavoro degli organi periferici di
autogoverno.



7 Le valutazioni di
professionalità
devono riuscire a rispecchiare sempre
meglio l'effettivo lavoro del magistrato e vanno finalizzate sia
alla progressione in carriera che alla più efficace selezione per i
ruoli semidirettivi e direttivi: l'impegno dell'Anm deve essere
quello di promuovere momenti di studio e di concreto confronto
sulle valutazioni di professionalità così come vengono
effettivamente svolte nella prassi ai vari livelli
dell'autogoverno, sensibilizzando tutti i magistrati perché tutte
le possibili previste 'fonti' di conoscenza per le valutazioni
siano veritiere e congrue. Tali incontri devono fornire il massimo
supporto alle decisioni dell'autogoverno locale e centrale e devono
permettere l'assunzione di decisioni secondo indici il più
possibile condivisi e conosciuti.



8 Rinnovo dello spirito
partecipativo
all'Anm e cc.dd.
incompatibilità   anche rispetto
all'autogoverno:  va confermato ed effettivamente applicato
l'impegno già assunto dai componenti del  Comitato direttivo
centrale  di Area e Unità per la Costituzione a terminare il
mandato, e  si invitano gli altri componenti eletti per altri
gruppi ad ugualmente assumere analogo impegno, a  non
accettare candidature o nomine in altre sedi istituzionali durante
il presente mandato in Cdc.  Altresì deve essere ferma la
presa di distanza da ogni forma di "carriere
parallele
" di magistrati, onde evitare disinvolti passaggi
attraverso esperienze diverse ed eterogenee.





9 Il recente esito negativo dell'assemblea
generale
in ordine alle proposte modifiche statutarie in
tema di incompatibilità costituisce un
pronunciamento attuale dell'organo di maggior rappresentatività
della magistratura associata, che impone di non procedere
nell'immediatezza ad ulteriori proposte analoghe.  

Vanno invece da subito sollecitate promosse e incentivate
iniziative anche informali che consentano l'effettivo allargamento
della base di scelta dei candidati da proporre alle elezioni
dell'Anm, anche locali, attraverso sondaggi e primarie
territoriali, anche all'interno dei singoli gruppi associati, utile
strumento da incentivare per ridurre situazioni di deteriore
"carrierismo" all'interno dell'Anm e dell'autogoverno.



10 Magistratura e
politica:
fermo restando il rispetto di tutte le
prerogative costituzionali garantite al magistrato come cittadino,
si impone una ponderata analisi dei casi in cui la
partecipazione  del magistrato alla vita politica anche
amministrativa locale può inquinarne l'immagine di autonomia ed
indipendenza correlata all'esercizio della sua funzione.

Si tratta di un  tema che deve essere discusso con trasparenza
dall'associazione in vista di un  auspicabile intervento
legislativo, già sollecitato del resto  dall'Anm che 
estenda, adeguandola, la previsione  legislativa  già in
vigore per le elezioni politiche a quelle amministrative, 
introducendo un divieto di partecipare alle elezioni e di assumere
incarichi nelle amministrazioni locali nei luoghi dove si 
esercita l'attività giudiziaria.



11 Ruolo propulsivo e
centralità del Cdc
: è indubbiamente necessario  agire
per un recupero di rilevanza e di funzionalità concreta del Cdc
rispetto alla Gec, incrementandone le attività di studio,
approfondimento e  proposta anche attraverso  le
indicazioni provenienti dalle  Sezioni locali, prevedendo
modalità di lavoro collegiale dei componenti diverse da quelle
della sola partecipazione alle riunioni comuni.

Il CdC deve sostanzialmente predisporre e proporre alla Giunta
"l'agenda" delle priorità da trattare e deve controllare il
rispetto degli obiettivi prefissati e dei relativi tempi di
attuazione, provvedendo anche in autonomia alle elaborazioni di
pensiero e proposte utili ad affrontare le nuove sfide che le
mutate condizioni sociali ed economiche pongono sul ruolo della
Magistratura e sull'attività giurisdizionale.



12  Va posta una maggiore
attenzione all'ammodernamento delle modalità di
comunicazione
con gli associati e con l'esterno, anche
attraverso  un miglior impiego degli strumenti informatici
messi a disposizione dalla innovazione  tecnologica (riordino
ed aggiornamento del sito, creazione di sottogruppi nella
mailinglist Anm, valutazione dell'eventuale impiego di strumenti di
connessione a distanza, che possano permettere comunque utili
dibattiti, diffusione agli associati di un servizio di collegamento
alle sedute del Cdc). 




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