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dei magistrati italiani. Tutela i valori costituzionali, l'indipendenza e l'autonomia della magistratura.
    

14 luglio 2010

Il Cdc dell'Anm sulla questione morale

L’Associazione Nazionale Magistrati ribadisce la centralità della questione morale a fronte delle gravissime vicende emerse negli ultimi mesi che coinvolgono le istituzioni del paese.
E’ inaccettabile che trapeli l’immagine di una magistratura contigua a gruppi lobbistici ed impegnata in impropri interventi volti ad influire sull’assegnazione di affari e di incarichi prestigiosi.
I magistrati si legittimano esclusivamente nello svolgimento dell’attività giurisdizionale esercitata con indipendenza ed imparzialità e senza che si insinui il dubbio di illeciti condizionamenti esterni.
E’ indispensabile evitare che si determinino indebite commistioni tra magistratura, politica ed alta amministrazione, e che, anche dopo la cessazione dalla funzione svolta, i magistrati ricevano  incarichi che possano apparire collegati al pregresso esercizio delle funzioni giudiziarie.  
E’ questa la magistratura, delineata dalla Costituzione, che intendiamo rappresentare e nella quale vogliamo identificarci.
Ribadiamo, pertanto, l’impegno dell’Associazione a contrastare con ogni mezzo qualsiasi forma di contiguità a poteri politici o affaristici e di opacità nei comportamenti al fine di restituire credibilità all’intero corpo giudiziario.
In tale prospettiva un ruolo determinante deve essere svolto dal C.S.M. appena eletto, che dovrà porre al centro della propria azione la questione morale e l’autoriforma della magistratura, ed in particolare le tematiche concernenti la nomina dei dirigenti, le valutazioni di professionalità, l’organizzazione degli uffici ed il rispetto del sistema tabellare.
Auspichiamo, inoltre, che i magistrati coinvolti, indipendentemente dall’accertamento di eventuali responsabilità, abbiano la sensibilità istituzionale di fare un passo indietro e liberare l’istituzione da ogni ombra di sospetto.


IL CDC



  • si impegna sin d’ora a proseguire con rigore nell’attività di vigilanza e denuncia di comportamenti contrari, o che comunque possano apparire tali, al codice deontologico dell’associazione;

  • chiede un intervento immediato delle istituzioni competenti per il completo accertamento delle responsabilità e per sanzionare eventuali comportamenti illeciti;

  • chiede che vengano adottate le modifiche normative volte ad evitare qualsiasi legame tra magistrati e politica idonei ad incidere sulla credibilità non solo del singolo ma anche dell’intero ordine giudiziario;

  • chiede che i probiviri accertino, con la necessaria tempestività, le eventuali singole responsabilità e propongano, in tal caso, al CDC i provvedimenti previsti dallo Statuto nei confronti dei soci.



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