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25 novembre 2018

Interventi urgenti per l'informatica giudiziaria

Proposte di modifica

A. Assicurazione di un servizio di assistenza efficace, attraverso la stipula in tempi brevi del nuovo contratto, che possa fare fronte alle attuali disfunzioni determinate dalla obiettiva inidoneità del servizio, per essere l’attuale contratto in regime di “prorogatio”da anni, a fare fronte alle esigenze degli utenti.


B. Incremento del personale tecnico addetto alla Dgsia e alle articolazioni territoriali cd. CISIA.


C. Acquisizione nei ruoli della amministrazione della giustizia di personale, addetto agli uffici giudiziari, dotato di competenze informatiche. Va infatti evidenziato che anche le attività “ordinarie” nell’utilizzo dei sistemi informatici (configurazioni, cambi di configurazione, utilizzo quotidiano), per le quali non è previsto in via contrattuale l’assistenza tecnica, richiedono “attitudini tecniche” che non possono essere pretese dall’attuale personale amministrativo.


D. Per quanto riguarda in particolare, il processo civile telematico, sostituzione della smart card con un sistema che consenta un accesso al sistema sicuro ma non vincolato all’utilizzo di software residenti sul p.c. che richiedano installazioni e assistenza continua, che il Ministero come dimistra l’esperienza concreta non è in grado di assicurare; in alternativa, previsione di tempi di rilascio immediato della smart card (entro la giornata, massimo il giorno dopo) sostitutiva in ogni sede giudiziaria, in caso di smarrimento o danneggiamento di quella in dotazione.


E. Introduzione di un protocollo di azione tra Ministero e uffici giudiziari, per il tramite del Consiglio Superiore della magistratura, che consenta di superare le attuali criticità nei tempi di approvvigionamento degli strumenti informatici (hardware).


F. Predisposizione di una sorveglianza sanitaria e postazioni adeguate ed ergonomiche per il piano di lavoro, per l’illuminazione, per il sedile di lavoro, così come già previsto dal Dlgs 81/2008 per i lavoratori addetti ai videoterminali con particolare riguardo ai rischi per la vista e per gli occhi, ai problemi legati alla postura ed all'affaticamento fisico o mentale, alle condizioni ergonomiche e di igiene ambientale. Tale richieste in conformità con quelle più generali rivolte al Ministro per l’adozione di misure minimali a tutela della sicurezza e della salute dei magistrati.


CRITICITA’ ATTUALI


A. E’ quotidianamente segnalata la insufficienza delle risorse di personale di assistenza tecnica assegnate agli uffici giudiziari, a fronte della crescente diffusione della informatizzazione giudiziaria. La causa principale è da attribuire alla circostanza che il contratto di assistenza in corso è in regime di prorogatio e che, pertanto, fino alla stipula del nuovo contratto, non ci saranno altre risorse disponibili. I parametri vigenti di distribuzione delle risorse sull’intero territorio nazionale sono costituiti essenzialmente dal numero di magistrati, dal numero di ticket aperti nella settimana e dal numero di postazioni di lavoro (oltre ad alcuni altri parametri correttivi, quali l’eventuale dislocazione dell’ufficio giudiziario su più plessi). In tale situazione, l’eventuale assegnazione di giornate uomo aggiuntive deve considerarsi di carattere eccezionale e non può essere prevista per far fronte a attività di carattere ordinaria di competenza degli uffici, quale l’attività di estrazione dei dati statistici per tutta la durate delle ispezioni ministeriali, per i costi derivanti per l’amministrazione.


La scelta ministeriale di affidare l’assistenza a ditte esterne, peraltro, si è rivelata in parte fallimentare e foriera di complicazioni nei rapporti spesso caratterizzati dalla mancata comunicazione agli uffici delle informazioni di base.
Spesso l’efficiente utilizzo di un sistema in uso è collegato alle vicende societarie della ditta che lo ha elaborato, e sovente nell’alternanza di ditte non si gestisce con accuratezza la trasmissione del know how dei sistemi, il che crea disfunzioni e ritardi nelle attività.


B. Tema fondamentale per la gestione ed il controllo del processo di informatizzazione è l’adeguatezza numerica e professionale dell’organico della Dgsia, attualmente assolutamente insufficiente a fare fronte alle esigenze connesse all’ormai massiccio processo di informatizzazione. Solo dotando la Dgsia delle risorse adeguate sarà possibile scongiurare la consegna del processo di informatizzazione alle ditte private aggiudicatarie degli appalti. Allo stesso modo un ulteriore tema, fortemente sentito dagli uffici giudiziario, è l’esigenza di implementazione dell’organico dei CISIA locali, la cui azione spesso non garantisce l’efficienza dei sistemi per l’esiguità delle risorse umane ivi destinate, assegnate prevalentemente alle attività di gestione delle sale server e alle connesse politiche di sicurezza.
Anche in tale ambito appare fuorviante pensare che l’elaborazione di una tipologia di assistenza possa sopperire al necessario apporto numerico che consenta a queste articolazioni ministeriali di svolgere in maniera efficiente il loro compito.


C. Non può essere più tollerata, atteso l’attuale stato di diffusione della informatica giudiziaria, l’assenza nei ruoli della amministrazione della giustizia di personale presso gli uffici giudiziari, dotato di competenze tecniche. Il personale è ancora – nonostante le recenti assunzioni - spesso insufficiente, anche a far fronte alle ordinarie attività di ufficio, e in avanti con gli anni. Lo stesso inoltre non è stato selezionato anche con riguardo a specifiche competenze tecniche, ormai indispensabili allo stato attuale della informatizzazione. Anche le attività che dovrebbero essere considerate ordinarie, e per le quali non è pertanto prevista contrattualmente la collaborazione della assistenza, richiedono infatti “attitudini tecniche” che non possono essere pretese dall’attuale personale amministrativo. Nella pratica, ciò che infatti si sta verificando è la presenza di uffici giudiziari che viaggiano a velocità diverse. Negli uffici giudiziari di grandi e medie dimensioni è infatti statisticamente più probabile individuare personale amministrativo con attitudini tecniche, in quelli di piccole dimensioni, al contrario, risulta arduo anche individuare personale idoneo a comporre gli istituendi uffici innovazione (la cui istituzione è prevista dalla Circolare del CSM su Rid e Magrif del 26 ottobre 2016).


D. La consolle del magistrato è lo strumento ormai indefettibile per il lavoro del giudice civile, in udienza e non. Gran parte dei fascicoli possono essere visionati e buon parte dei provvedimenti possono essere adottati solo attraverso questo strumento, alla cui evoluzione hanno contribuito non poco, in questi anni, le proposte e la collaborazione dei magistrati.
Ben presto, con processo penale telematico, essa diventerà strumento essenziale anche per il lavoro dei magistrati penali.
L’accesso alla consolle avviene ad oggi con una smart card, per lo più coincidente col documento d’identificazione personale del magistrato, rilasciato dal Ministero della giustizia. In caso di rottura o smarrimento, la sostituzione avviene con tempi lunghi, incompataibili con la continuità dell’attività giudiziaria.
Il rischio di smarrimento della smart cardi quando essa debba essere spostata da un luogo ad un altro, come nel caso del giudice che disponga d’una doppia postazione munita di consolle, nella propria stanza e nell’aula di udienza.


E. La questione dei tempi di approvvigionamento degli strumenti informatici è annosa ed è in gran parte determinata dai tempi burocratici delle gare, imposti dalla legge, e dalla necessità di acquistare con ciascuna gara un quantitativo confacente al fabbisogno, comunicato dagli uffici giudiziari, evitando giacenze eccessive, in considerazione della veloce obsolescenza degli stessi strumenti. Altra problematica è connessa all'obbligo per legge di procedere alle gare a mezzo Consip, che di fatto si traduce talvolta nell'acquisto di prodotti "non performanti" (il parametro economico del massimo ribasso rischia di ridurre la qualità dei prodotti acquistati).
I limiti dell'attuale sistema sono costantemente segnalati dagli uffici giudiziari, che purtroppo spesso si trovano nella difficoltà di non riuscire a fare fronte alle esigenze dell’ufficio.
La situazione suggerisce di richiedere maggiore sinergia tra Ministero e uffici Giudiziari sul fronte delle forniture. Sarebbe infatti auspicabile conoscere orientativamente i tempi delle forniture, in modo da potere preventivare tra una fornitura e l’altra le esigenze connesse alla natura obsolescenza delle macchine e alle presumibili avarie richiedendo la fornitura di adeguate scorte di magazzino, per l’intervento rapido di sostituzione.


F. L’esigenza di consultare tutti i documenti solo sul terminale può comportare seri rischi alla salute per tutti gli operatori e, in particolare, per i magistrati che dedicano tempi lunghi alla visione di tutti gli atti a video, verificare la corrispondenza tra le asserzioni contenute nelle memorie conclusive e gli atti del fascicolo, aprendo e chiudendo le “finestre” e cercando all’interno dei documenti in pdf il dato che interessa consultare.
In un recente sondaggio rivolto a tutti i magistrati italiani nell’anno 2017 dall’ANM è emerso che “l’88,82% dei magistrati dichiara di trascorrere davanti al videoterminale da 20 a 40 ore settimanali o più del proprio tempo lavorativo. Ciò malgrado, il 54,39% non è mai stato sottoposto dall’Amministrazione a visita oculistica, il 26,36% non più d’una volta in carriera. Il 56,54% si dichiara privo in ufficio d’una lampada o d’una fonte luminosa che direzioni opportunamente il fascio di luce sulla scrivania. Tutto ciò va ad aggravare la posizione d’una categoria che, forse anche per la natura intellettuale dell’attività, accusa deficit visivi diffusi: il 73,75% dei magistrati ha dichiarato di usare abitualmente occhiali o lenti per lavorare; la percentuale decolla al 90,91% tra i dirigenti degli uffici. Il 51,54% ha riferito di accusare sempre o frequentemente sintomi di affaticamento corporeo alla fine della giornata lavorativa, tipici d’un lavoro prevalentemente sedentario. Il 39% lamenta che il sedile su cui lavorano abitualmente non sostiene la regione lombare; il 35% dispone tutt’ora d’una sedia non scorrevole e regolabile, men che meno, dunque, ergonomica. Il 50,5% non sa a chi rivolgersi nell’ufficio per chiedere eventualmente un adeguamento della propria postazione di lavoro. Non sorprende, dunque, che gran parte (41%) dei magistrati utilizzi anche strumenti di proprietà personale nell’attività d’ufficio. Il campione di magistrati che hanno relazioni costanti o frequenti con soggetti a rischio di contagio da malattie infettive è sufficientemente probante (642 pari al 21,41% dei partecipanti). In 26 soltanto hanno riferito di potere utilizzare, in caso di necessità, dispositivi di protezione individuale.


FINALITA’ E OBIETTIVI DELLE PROPOSTE


Le finalità e obiettivi della proposta sono dirette, da un lato, a garantire nella immediatezza agli utenti un sostegno concreto che sia di ausilio all’esercizio della funzione giurisdizionale (potenziamento della assistenza, previsione di figure interne agli uffici giudiziari con competenze tecniche, eliminazione delle smart card e, nelle more, accelerazione dei temi di sostituzione), dall’altro ad assicurare il pieno dominio ministeriale del servizi di informatizzazione.


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