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28 giugno 2023

Deliberato Ges Cassazione

Approvato nell'assemblea del 20 marzo 2023

La Giunta dell’Associazione nazionale Magistrati, sezione Cassazione, dopo un ampio dibattito svoltosi sin dal suo insediamento con i colleghi della Corte nell’ambito dei gruppi costituiti nel settore civile e penale ed all’esito degli incontri con il Segretario generale ed i vertici della Corte sul tema delle condizioni di lavoro dei magistrati, ha sottoposto alla Assembla del 20 marzo 2023 la discussione dei seguenti temi:
1. – nomofilachia;
2. - condizioni di lavoro e benessere organizzativo;
3. - carichi esigibili.


CONSIDERAZIONI PRELIMINARI:


La Corte di Cassazione si trova in una fase di transizione che investe nel profondo la sua organizzazione per effetto di vari fattori: la digitalizzazione dei ricorsi, la istituzione dell’ufficio del processo, l’entrata in vigore della c.d. riforma Cartabia che introduce rilevanti modifiche del rito civile e penale, gli interventi finalizzati alla messa in sicurezza del palazzo di giustizia e non da ultimo l’impegno dello Stato italiano per il conseguimento degli obiettivi del PNRR che comportano una progressiva riduzione dell’arretrato e dei tempi di definizione dei ricorsi in un arco temporale ristretto. In questa fase così importante per la giurisdizione di legittimità l’Associazione Magistrati vuole ribadire il nesso inscindibile fra i tre temi all’ordine del giorno e il carattere stesso dell’associazionismo della magistratura che da sempre vuole rappresentare e difendere la tutela delle condizioni di lavoro dei magistrati come presupposto per l’esercizio di un potere costituzionale che trova la sua ragione d’essere proprio nella tutela dei diritti dei cittadini.
In questa prospettiva la necessità di conseguire gli obiettivi del PNNR non deve ulteriormente alimentare la spirale della iper-produttività; i numeri assoluti dei processi civili definiti (annuario 2022) del 2021 e del 2002 (40.778; 36.284), indipendentemente dall’indice di ricambio, ossia dal rapporto con le sopravvenienze che, nel settore penale, è ormai superiore al 100%, mostrano già un livello di produttività particolarmente elevato difficilmente conciliabile con la funzione nomofilattica.
Gli obiettivi del PNRR devono essere conseguiti mediante una più efficace organizzazione, che non ne scarichi il perseguimento sui consiglieri così da trasformare di fatto la Corte da giurisdizione superiore con funzione nomofilattica a organismo di produzione di massa di sentenze che nel tempo diventeranno stereotipate e ripetitive a scapito quindi della qualità, che deve rimanere un valore essenziale della giurisdizione.
Gli obiettivi della riforma devono essere contemperati anche con l’esigenza che i carichi di lavoro siano sostenibili per il singolo consigliere, per consentire la necessaria ponderazione e lucidità nello studio del processo ed in fase di decisione, anche il fine di evitare errori e contrasti involontari di giurisprudenza, dovuti appunto ad un eccessivo carico di lavoro.
Tale esigenza deve essere assicurata anche ai colleghi della Procura generale al fine di rafforzare l’effettività del contraddittorio come richiesto dal fisiologico dinamismo delle decisioni di una Corte Suprema.
Anche sotto il profilo logistico e della dotazione di un ambiente di lavoro funzionale, sicuro e salubre, il palazzo di giustizia si presenta fortemente inadeguato e privo delle dotazioni tecnologiche necessarie per fornire ai magistrati e agli operatori di giustizia un luogo di lavoro che possa essere utilizzato pienamente. L’attuale fase di ristrutturazione e di riorganizzazione del palazzo deve costituire l’opportunità di un ulteriore interlocuzione sugli interventi in atto, non solo per la razionale revisione degli spazi esistenti, ma anche per la acquisizione di nuovi spazi necessari.
I carichi di lavoro devono tenere conto altresì del diritto del singolo alla tutela delle proprie condizioni di salute ed al proprio benessere fisio-psichico. A tal fine la fissazione delle udienze dovrebbe tenere conto del diritto ad una effettiva fruizione dei giorni di festa ed i periodi di congedo ordinario, considerata anche la loro contrazione, non dovrebbero essere utilizzati, se non in minima parte, per la redazione delle sentenze.
Ciò premesso l’Assemblea ha approvato le seguenti:


MOZIONI


1. GESTIONE DELLE UDIENZE E CARICHI ESIGIBILI:
L’eccessivo carico di lavoro sulle udienze non è utile ad una razionale trattazione; è necessario porre attenzione alla composizione quantitativa e qualitativa delle udienze, favorendo, ove possibile, la fissazione di udienze monotematiche, con indicazione di un tetto massimo di ricorsi che possono essere fissati per ciascuna udienza e del carico ponderale massimo di ciascun udienza, sia nel settore civile che nel settore penale, limitando eccessive variazioni dei ruoli in prossimità delle udienze, che creano un dispendio del lavoro preparatorio già svolto dai consiglieri e dai sostituti procuratori generali.
In particolare, per quanto riguarda il settore penale, è necessario il più rigoroso rispetto delle prescrizioni contenute nel paragrafo 61.5 delle Tabelle, laddove prevede un limite di carico pari a 70 punti ponderali per udienza, elevabile fino a 80 in presenza di ricorsi seriali ciascuno di valore ponderale non superiore a 2; nonché laddove prevede che nelle udienze in cui viene fissata la trattazione di un procedimento con valore ponderale superiore a 6 possa essere fissato soltanto un numero contenuto e proporzionato di altri ricorsi di valore ponderale 1 o 2, preferibilmente da trattare in camera di consiglio non partecipata. E’ quindi opportuno un adeguato monitoraggio al fine di evitare la violazione dei valori ponderali indicati nelle tabelle di organizzazione della Corte, con conseguenze fortemente negative sul benessere fisico-psichico dei magistrati.
Anche con riguardo al settore civile, i ritmi di lavoro sono assai elevati e sono sensibilmente aumentati negli ultimi anni, portando la Corte di cassazione a conseguire lusinghieri risultati sul piano della definizione delle pendenze, ma a prezzo di un sovraffaticamento lavorativo che si appalesa non agevolmente sostenibile nel medio e lungo termine. E’ quindi opportuno valutare la previsione di un carico ponderale massimo anche per le udienze civili, il che richiede che vada a regime una razionale attività di spoglio e classificazione delle pendenze e un monitoraggio che consenta di riscontrare i risultati raggiunti durante l’anno in comparazione con l’effettivo raggiungimento degli obiettivi di PNRR.
Occorre altresì porre attenzione al ricorso al ruolo di riserva di udienza, ruolo che non può essere utilizzato al fine di colmare i vuoti di organico dovuti a trasferimenti o pensionamenti.
In quest'ottica è da sottolinearsi la necessità che il Consiglio Superiore della Magistratura provveda sollecitamente e con costanza alla copertura degli organici per quanto riguarda sia i consiglieri che i presidenti di sezione, velocizzando le relative procedure, poiché i vuoti di organico costituiscono un problema storico della Corte di
Cassazione, di pesante incidenza sui carichi di lavoro dei magistrati
2. ATTUAZIONE DELLA RIFORMA:
Per una riuscita attuazione della riforma è necessario che si realizzi in questa fase di transizione una continua interlocuzione dei vertici della Corte con i dirigenti degli uffici, con l’ANM e con i Colleghi su tutti i temi rilevanti. Occorre in questa fase evitare che si riproducano prassi organizzative non virtuose o che vengano riprodotti modelli ormai superati, perché focalizzati su una gestione quantitativa del contenzioso, come ad esempio quello della sesta sezione civile, soppressa dal legislatore. E’ necessario uno sforzo ideativo per delineare una nuova organizzazione del lavoro con il definitivo abbandono di una logica meramente produttivistica. Non può essere perduta la occasione di un rinnovato dialogo con le giurisdizioni di merito anche come conseguenza virtuosa dell’introduzione del rinvio pregiudiziale con l’obiettivo di portare la Corte nelle corti di merito, farne conoscere il modo con il quale opera, segnalare le linee portanti del proprio “fare nomofilachia” e al contempo portare dentro la Corte i dubbi e le incertezze che la giurisprudenza di legittimità produce nell’operare dei giudici di merito. Né deve essere sprecata la possibilità di una interlocuzione costruttiva con l’Avvocatura che lo strumento della proposta di definizione accelerata consente. Un ruolo di sostegno all’attuazione della riforma può poi essere svolto con grande potenzialità dall’Ufficio del Massimario e dalla formazione decentrata.
3. CONDIZIONI DI LAVORO DEI MAGISTRATI
Occorre adottare soluzioni organizzative volte a garantire ai magistrati idonee condizioni di lavoro, considerato l’alto impegno professionale ai medesimi richiesto.
In particolare si rende necessario razionalizzare gli spazi della Corte rendendo disponibili in tutte le sezioni, civili e penali, nonché per l’Ufficio del Massimario e del Ruolo, delle apposite stanze da utilizzarsi per il lavoro dei magistrati con idoneo mobilio, adeguata illuminazione e aereazione e dotate di impianti di climatizzazione, consentendo la creazione di autonome postazioni di lavoro dotate di computer e, comunque, di un sistema wi-fi che renda agevole collegare i notebook dell’ufficio assegnati ai magistrati e lavorare in rete; è necessario in particolare che vi sia un numero minimo di postazioni a prescindere dalla rotazione delle presenze dei consiglieri in Corte anche al fine di consentire che la Corte sia un luogo di scambio di idee e di confronto tra i magistrati.
Necessario, inoltre, l’incremento dei servizi navetta da e per la Stazione Termini in particolare nelle prime ore della mattina e nel pomeriggio o in alternativa utilizzo delle auto in dotazione della Corte a richiesta del magistrato.
4. RISPETTO DELLE ESIGENZE FORMATIVE
Si rappresenta la necessità che il Consigliere abbia la possibilità di conciliare le esigenze d’ufficio con le esigenze formative; si sollecita l’effettiva applicazione e eventuale ampliamento dei relativi esoneri già previsti nelle tabelle ad evitare che per il carico di lavoro il singolo consigliere rinunci a partecipare ai corsi di formazione. Si sollecita la previsione di un adeguato sistema di monitoraggio sul rispetto delle esigenze formative e sulla applicazione della relativa previsione tabellare, anche tramite periodiche relazioni da parte dei presidenti di sezione.
5. UFFICIO PER IL PROCESSO.
Sebbene spetti essenzialmente allo Stato provvedere alle risorse, spetta alla organizzazione interna (e al Capo dell’ufficio) assicurarne la razionale organizzazione, che non dovrebbe prescindere da alcuni punti fondamentali: evitare il demansionamento degli UPP, assicurare la armonica sinergia con i magistrati responsabili delle specifiche aree per materia e con il personale amministrativo mediante idonee misure organizzative che tengano conto del profilo culturale e professionale del personale e degli UPP, destinare in particolare una parte dei funzionari di cancelleria all’ufficio del processo per garantire una ottimizzazione degli adempimenti imposti dalla nuova organizzazione legata al processo telematico come previsto dall’art. 4 comma 1 lett. e) d.lgs. n. 151 del 2022. Condizione imprescindibile per non esaurire in breve tempo gli esiti positivi dell’introduzione dell’ufficio del processo è quella di garantire una prospettiva di lavoro stabile e di non disperdere la professionalità acquisita dagli addetti attualmente in servizio.
6. PROCESSO TELEMATICO
Si evidenzia la necessità di adeguato monitoraggio e assistenza sull’uso del processo civile telematico da parte dei magistrati e del personale, con studio delle criticità per evitare passaggi superflui. La digitalizzazione richiede atti almeno indicizzati in modo agevolmente reperibile e non il disordinato affastellamento di atti cartacei oggetto di scansione.
7. PROTOCOLLO PER LA STESURA DEGLI ATTI
Il nuovo processo civile polarizza l'attenzione sulla chiarezza e sinteticità degli atti, peraltro essenziale al fine di un corretto funzionamento del processo civile telematico. Il 1 marzo 2023 è stato stipulato un nuovo protocollo sul processo civile (T.U. dei protocolli) con il CNF e l’Avvocatura di Stato con la previsione di un gruppo di lavoro sulla attuazione dello stesso. La ANM può proporsi come interlocutore di questo gruppo di lavoro ai fini di monitoraggio, anche raccogliendo eventuali segnalazioni dei colleghi sul mancato rispetto del Protocollo.
8.-PROPOSTE OPERATIVE
Tenuto conto dei documenti approvati dal Comitato direttivo centrale dell’ANM in data 5 marzo 2023, in tema di carichi esigibili e in tema di Ufficio per il processo, e tenuto altresì conto delle competenze delle commissioni del CSM che intersecano le proposte del documento e in particolare che la IV commissione del CSM ha aperto una pratica con l’obiettivo di definire numericamente una soglia di affari sostenibili per eliminare le differenze tra i diversi carichi di lavoro che variano da ufficio a ufficio, si procederà a:
a) trasmettere alla Giunta esecutiva centrale dell’ANM il presente documento, affinché inviti il CSM a valutare, d’intesa con i Capi degli uffici se inserire la Corte di cassazione, anche per preservare l’essenziale funzione nomofilattica ad essa costituzionalmente attribuita, tra gli uffici c.d. pilota per l’avvio della sperimentazione sui carichi esigibili; ed affinché si segnali al Ministro della giustizia: a) l’esigenza di avviare una profonda riflessione finalizzata a valutare l’opportunità di una modifica normativa che preveda anche in Italia, com’è in quasi tutti gli ordinamenti europei, l’adozione di limiti alla ricorribilità dinanzi alla Corte Suprema dei provvedimenti dei giudici di merito; b) l’importanza di assicurare la copertura a tempo indeterminato delle dotazioni organiche dell’UPP;
b) trasmettere il presente documento al Consiglio Superiore della Magistratura per l’inoltro ai Presidenti delle Commissioni I, VI e VII;
c) trasmettere il presente documento alla Prima Presidente della Corte di cassazione anche al fine di programmare ulteriori incontri per la discussione delle problematiche sopra evidenziate e per lo studio delle soluzioni organizzative.

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE


L’ANM Cassazione ritiene che questo complesso di interventi rappresenti un passaggio vitale nella storia della Corte Suprema, che deve richiedere un impegno collettivo per il raggiungimento degli obiettivi del recupero di una piena qualità della nomofilachia e la formazione di una giurisprudenza tempestiva e stabile, idonea a orientare la giurisdizione nel suo complesso. Ritiene, altresì, che questa fase di transizione richieda la concentrazione di tutte le energie disponibili per conseguire la migliore organizzazione della Corte all’esito di un processo trasformativo che si presenta complesso e condizionato nei tempi dai necessari adempimenti dl PNNR. In particolare, per quanto riguarda l’ufficio per il processo, sono necessari adeguati strumenti normativi e finanziari idonei alla prosecuzione dell’attività in corso con l’obiettivo di dotare la Corte di Cassazione in corso di una struttura di assistenza di alta qualità come avviene per le altre Corti supreme dei paesi dell’Unione Europea.



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