A Genova si sta portando avanti un progetto ministeriale sugli sportelli di prossimità (iniziato nel 2019). Il progetto è finanziato con i fondi di coesione (PONS), che sono gestiti dalla Direzione delle Politiche di Coesione del Ministero.
La Liguria (assieme a Toscana e Piemonte) è una delle tre regioni pilota. Alla Toscana competeva la parte di informazione ai cittadini, mentre al Piemonte quella sulla formazione degli operatori.
Nell’ambito di tale progetto alla Liguria competeva la realizzazione del sw per gli sportelli, composto da un portale per i cittadini e da un sw per il deposito degli atti telematici su pct.
La prima versione del sw è già stata rilasciata ed è in uso in Sardegna (che ha aderito all’iniziativa), presso alcuni nosocomi genovesi e da settembre sarà in uso ai servizi sociali, nonché a tutti gli sportelli di prossimità che apriranno.
E’ in fase di rilascio la seconda versione (settembre), che servirà a permettere il deposito degli atti telematici non solo al giudice tutelare, ma anche al contenzioso famiglia dei tribunali, al Tribunale per i Minorenni e, per la prima volta, alle Procure presso i Tribunali dei minorenni, che ad oggi non ricevono atti telematici se non via pec (con mille problemi di gestione).
Nell’ambito di questo progetto verrà poi realizzato, in sede di terzo step (che dovrebbe concludersi a marzo 2026), il rendiconto elettronico per gli amministratori di sostegno con una serie di funzionalità automatiche per il giudice tutelare per il controllo dei dati.
Il sw è realizzato da Liguria Digitale, una società in house della Regione Liguria partecipata dai vari comuni liguri e viene ceduto in uso gratuito a tutte le Regioni che ne facciano richiesta e, ove volesse gestirlo, anche al Ministero della Giustizia. Gli uffici giudiziari ne possono avere l’utilizzo gratuito in quanto è sw di proprietà di una società pubblica realizzato per lo scambio degli atti con gli uffici giudiziari. In alternativa le altre regioni possono chiedere di utilizzare una specifica istanza installata sui server regionali liguri (l’intero sistema è web-based).
Proprio nel cominciare a studiare come realizzare il sistema di controllo automatico dei rendiconti si è pensato di verificare la possibilità di utilizzare l'IA: almeno alcune funzioni semplici, quali il riscontro tra i movimenti documentati dal c/c e quelli indicati nel rendiconto attraverso una lettura e raggruppamento delle causali e, quindi, una analisi dei dati, la verifica dell’esistenza delle “pezze giustificative” dei movimenti in uscita dichiarati, il controllo dell’andamento del patrimonio dell’amministrato nel corso del tempo, il riscontro di eventuali vendite di beni immobili etc.
In tale studio è stato coinvolto un gruppo interno di Liguria Digitale che sta realizzando un sistema di Private IA: hanno acquisito gli LM (Language Models) rilasciati gratuitamente dai grandi produttori di IA (i grandi players sono 4, Meta, Microsoft, OpenAI, Google: ma solo Google e Microsoft hanno rilasciato i LM), che sono quindi diventati degli open sources.
Utilizzando questi LM (che i proprietari continuano a far evolvere riservandosi quindi le funzioni più avanzate), Liguria Digitale ha realizzato un suo sistema di Private IA, che ora sta testando in vari ambiti. E' un sistema chiuso, in quanto il motore è totalmente interno alla società regionale: quindi, adoperandolo, non si alimenta alcun motore esterno, non si addestra l'IA dei grandi produttori, soprattutto non si mettono in circolazione dati delle parti.
Da qui è nata l'idea di provare a sperimentare questa Private IA nell'ambito della gestione documentale e, in particolare, sugli atti giudiziari. Si è di fatto iniziato a farlo anche al fine di vedere se si riesce a costruire il sistema per il controllo automatico dei rendiconti (che poi potrebbe essere esteso ai fallimenti, alle esecuzioni immobiliari e mobiliari).
Da questa esperienza è emersa una utilità comune: per la società di testare concretamente il loro sistema di Private IA e validarne le funzionalità, per il sistema, di testare l’IA in ambito giudiziario.
Una prima piccola sperimentazione è stata fatta in tema di protezione internazionale: si sta verificando se dai ricorsi si possono estrarre delle schede sintetiche (individuando generalità, stato di provenienza, claim del ricorrente, richieste contenute nel ricorso) e si è arrivati al secondo step (il primo ha prodotto buoni risultati) in cui si chiede al sistema di predisporre una scheda in sette punti (di fatto, tutta la parte narrativa della motivazione del provvedimento, esclusa la parte decisoria vera e propria) questa volta acquisendo i dati non solo dal ricorso, ma anche dalla costituzione di controparte, dal verbale della commissione territoriale, dalla decisione di quest'ultima, dai documenti allegati per provare i requisiti per la protezione speciale (contratti di lavoro, corsi linguistici, attività di volontariato etc.).
Un tale esperimento potrebbe ovviamente essere esteso ad altri settori.
Poiché si sta discutendo di rendere ufficiale tale sperimentazione e, poiché, nella neonata commissione informatica dell’ANM si sta discutendo dell’approccio nei confronti dell’IA, abbiamo pensato di realizzare tale sperimentazione nell’ambito delle attività della commissione.
La proposta è stata accettata da Liguria Digitale; ci preme evidenziare che la nostra Associazione gode di molto apprezzamento ed una collaborazione con l’ANM è comunque motivo di lustro per chi la realizza. Abbiamo, quindi, predisposto una prima bozza di convenzione, che ora il loro ufficio legale sta esaminando, che non prevede oneri economici per la nostra Associazione.
Ovviamente, prima di procedere con la Convenzione, riteniamo necessario sottoporre la questione al CDC, al fine di ottenerne (auspicabile) mandato.
Noi crediamo che tale iniziativa avrebbe varie ricadute positive:
a) sarebbe fonte di positiva ricaduta di immagine per l'ANM, perché la sperimentazione dell’IA gode obiettivamente di pubblicità;
b) permetterebbe di creare un polo di sperimentazione scientifica dell’IA alternativo a quello del Ministero, su cui non si si dispone di notizie approfondite in ordine ad obiettivi e finalità;
c) l'ANM si impegnerebbe in uno studio scientifico assieme ai magistrati, discutendo i risultati con tutti i colleghi secondo canoni di trasparenza e, quindi, fornendo un servizio di conoscenza a tutti i colleghi;
d) l’ANM non è sottoposta al vincolo che il Parlamento sta introducendo nel disegno di legge presentato alle Camere, nel quale la progettazione e l’uso dell’IA negli uffici giudiziari è gestita solo dal Ministero: viceversa, l’ANM potrebbe approfondire autonomamente rischi e benefici dell’uso di tale tecnologia, fornendo ai magistrati italiani un punto di vista indipendente dal Ministero nel valutare tale tecnologia;
e) di tratterebbe di uno studio scientifico (non di realizzare in questa fase un prodotto industrializzato) con cui l'ANM può offrire un contributo alla comunità di giuristi italiana ed europea.
f) per ora si tratterebbe di sperimentazione sugli atti preparatori che, secondo il Regolamento europeo (IA ACT), non rappresentano un sistema ad alto rischio.
Ovviamente si tratta di una iniziativa un po' diversa dal solito, che fa dell'ANM un attore operativo nel settore.
Crediamo, inoltre, che sarebbe anche una occasione di pubblicità e di significativo ritorno di immagine per l'ANM, oltre che produrre un risultato tangibile facendo vedere cosa vuol dire sperimentare l'IA.
Va ricordato che la realtà dell’IA è ineludibile, si sta diffondendo comunque, per cui appare necessario conoscere ed approfondire il tema per farci i conti e stabilirne applicazioni e limiti all’applicazione.
Vi ringraziamo per l’attenzione.
I componenti della Commissione "Innovazione Tecnologica e organizzativa, Transizione Digitale, Informatica e Intelligenza artificiale”
Domenico Canosa
Natalia Ceccarelli
Paola Ciriaco
Sergio Rossetti
Domenico Pellegrini