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15 giugno 2011

Sulla proposta di nomina di magistrati alla Procura Generale della Cassazione

Con la legge n. 44 del 2002 è statointrodotto l'obbligo per i componenti uscenti del Csm di rientrarenell'ufficio di provenienza e il divieto di concorrere per ufficidirettivi e semidirettivi nei due anni successivi alla cessazionedel mandato. La recente decisione della III Commissione delCsm di proporre per l'incarico di Sostituto Procuratore Generalepresso la Corte di Cassazione su nove posti disponibili ben quattrocomponenti uscenti dell'ultimo Csm appare oggettivamente incontrasto con lo spirito della disciplina sopra ricordata e perquesto rischia di appannare l'immagine di imparzialità dell'organodi autogoverno. 


Con la legge n. 44 del 2002 è stato
introdotto l'obbligo per i componenti uscenti del Csm di rientrare
nell'ufficio di provenienza e il divieto di concorrere per uffici
direttivi e semidirettivi nei due anni successivi alla cessazione
del mandato.



Scopo della norma è quello di
garantire l'immagine di imparzialità dell'organo di autogoverno ed
in particolare di evitare anche l'ombra di un  sospetto di
atteggiamenti di favore nei confronti dei componenti uscenti.



Inoltre non va dimenticato che
all'interno della magistratura è da tempo in corso un dibattito sul
ruolo delle correnti e sul rischio che l'impegno nell'attività
associativa e negli organi di autogoverno possa divenire veicolo di
percorsi professionali privilegiati.



La recente decisione della III
Commissione del Csm di proporre per l'incarico di Sostituto
Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione su nove posti
disponibili ben quattro componenti uscenti dell'ultimo Csmappare
oggettivamente in contrasto con lo spirito della disciplina sopra
ricordata e per questo rischia di appannare l'immagine di
imparzialità dell'organo di autogoverno.



E' evidente, infatti, che al di là
di ogni valutazione sul merito della proposta della Commissione,
sulla quale l'Anm non può e non vuole ovviamente esprimere giudizi,
la decisione, per i margini di discrezionalità che queste nomine
consentono e soprattutto per la singolare coincidenza dell'elevato
numero di consiglieri uscenti proposti, si presta ad essere
interpretata come un atteggiamento di favore nei confronti degli ex
consiglieri.




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