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22 febbraio 2015

Riforma della responsabilità civile, l'ANM delibera lo stato di mobilitazione

Il documento del CDC


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La legge sulla responsabilità civile che sta per essere votata dal Parlamento (pur emendata di ancor più macroscopiche violazioni) continua a presentare aspetti di incostituzionalità, che l’ANM ha più volte denunciato: è stato eliminato il filtro di ammissibilità del ricorso (che non comprimeva affatto il diritto di azione, ma impediva il defatigante avvio di cause infondate per difetto dei presupposti); è stato inserito, come causa di responsabilità, il concetto di ‘travisamento del fatto e della prova’, così introducendo parametri di valutazione generici e avviando una sorta di infinito ‘processo sul processo’ (che la parte soccombente, soprattutto se quella economicamente più forte, potrebbe utilizzare strumentalmente per colpire il giudice che gli dà torto).
Abbiamo il dovere di segnalare con forza che questi meccanismi non producono efficienza, sono inutilmente punitivi nei confronti dei magistrati e appesantiscono il sistema.
La soluzione di tali questioni va da subito affidata a iniziative non di mera testimonianza, ma che consentano ad ogni magistrato di sentirsi tutelato nel suo status e nel quotidiano esercizio delle proprie funzioni.
Per questo l’ANM 


DELIBERA


Lo stato di mobilitazione per la settimana in cui verrà approvata la nuova normativa, sospendendo l’attività giudiziaria per il tempo necessario a presentare questo documento e illustrarne le ragioni;
L’indizione di conferenze stampa da parte della GEC e delle singole sezioni


DELIBERA



  • di procedere – con l’aiuto delle giunte distrettuali e la collaborazione di tutti i magistrati - alla ricognizione di tutte le attività di supplenza svolte dalla magistratura, e quindi di denunciarle all’opinione pubblica e di chiedere al Governo adeguate soluzioni, monitorando periodicamente le specifiche risposte: in mancanza delle quali verranno decise le più efficaci e conseguenti forme di protesta, anche attraverso la sospensione di alcune delle individuate attività di supplenza per un periodo da determinare;

  • di monitorare la prima applicazione della nuova normativa, con la collaborazione delle varie Giunte sezionali;

  • di elaborare linee di tutela, individuali e collettive, in particolare per denunciare i profili di illegittimità costituzionale: costituendo apposito gruppo di lavoro al quale si invitano a partecipare tutte le componenti dell’associazionismo giudiziario; 

  • di segnalare al Legislatore le gravi ricadute che la normativa attuale potrebbe avere sulle organizzazioni interne, incentivando il ricorso agli strumenti dell’astensione e della ricusazione;


PROPONE


l’indizione di nuove riunioni di sezione o di ufficio, anche su sollecitazione delle giunte distrettuali, per la determinazione degli obiettivi di rendimento di cui all’art. 37 DL 98/11 in relazione a carichi di lavoro sostenibili, per tenere conto del nuovo testo sulla responsabilità civile e delle possibili ricadute in tema di responsabilità disciplinare
L’attenzione a questo specifico passaggio sulla responsabilità civile della magistratura non ci impedirà di continuare a chiedere alla politica di assumere le proprie responsabilità: perché affronti i veri problemi, che risiedono soprattutto in una domanda incontrollata di giustizia con sopravvenienze ingestibili, così scaricando il controllo di legalità e la risoluzione dei conflitti economico-sociali sui magistrati e sugli altri operatori di giustizia.


 



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