L'ANM è l'associazione cui aderisce circa il 90%
dei magistrati italiani. Tutela i valori costituzionali, l'indipendenza e l'autonomia della magistratura.
    

28 giugno 2010

Sulla consultazione dei magistrati in vista del rinnovo del Csm

L'Associazione nazionale magistrati ritiene, come più volteribadito, che il sistema elettorale che maggiormente rispondeal ruolo costituzionale del Consiglio superiore della magistraturasia quello proporzionale per liste concorrenti.



  1. Il sistema introdotto nel 2002 per
    la elezione dei componenti togati del Csm si è rivelato, nella sua
    pratica applicazione, uno strumento che ha fortemente limitato il
    diritto degli elettori di scegliere le persone più idonee a
    rappresentarli.



    L'abolizione del voto per liste e la introduzione di un voto
    singolo per categorie in un collegio unico nazionale ha, infatti,
    determinato la presentazione di un numero di candidati quasi
    corrispondente a quello dei posti disponibili.



    Per la gran parte degli eletti la scelta è stata quindi di fatto
    sottratta agli elettori e anticipata ad una fase antecedente al
    voto, cioè quella della selezione dei candidati all'interno dei
    singoli gruppi associati.



    Ora, per quanto democratici e partecipati possano essere i
    meccanismi di scelta all'interno di ciascun gruppo, è evidente che
    dagli stessi rimangono estranei tutti i magistrati che
    legittimamente non intendono partecipare all'attività dei gruppi e
    che, tuttavia, godono, in base al dettato costituzionale, del
    diritto di eleggere i rappresentanti al Csm.



    È innegabile che in questo modo si sia determinato un meccanismo
    nel quale chi aspira ad essere eletto al Csm ha bisogno, oggi,
    prima ancora che del consenso degli elettori, di essere forte
    all'interno del proprio gruppo.



    L'Associazione nazionale magistrati ritiene, come più volte
    ribadito, che il sistema elettorale che maggiormente risponde
    al ruolo costituzionale del Consiglio superiore della magistratura
    sia quello proporzionale per liste concorrenti. Il sistema
    proporzionale per liste, infatti, è l'unico idoneo a garantire allo
    stesso tempo la rappresentanza all'interno del Csm delle diverse
    culture della magistratura e la possibilità per gli elettori di
    scegliere le persone ritenute maggiormente idonee a rappresentarli.
    In questo senso abbiamo chiesto e chiediamo alla politica una
    riforma della legge elettorale del Csm.



    In assenza di interventi del legislatore riteniamo, però, sia
    nostro dovere individuare un sistema che attenui o riduca i guasti
    più evidenti della legge del 2002 e che restituisca agli elettori
    una reale e concreta possibilità di indicazione dei propri
    rappresentanti.


  2. L'intendimento dell'Anm non è
    certamente di stabilire un legame preferenziale con i gruppi
    associati o di influenzare le scelte del Csm, con l'effetto di
    condizionarne il funzionamento, ma al contrario di esercitare
    pienamente il proprio ruolo di rappresentanza dei colleghi,
    attraverso la promozione di una consultazione aperta a tutti i
    magistrati per recuperare un'autentica partecipazione al sistema
    dell'autogoverno.



    Di qui la proposta della Giunta dell'Anm di organizzare una
    consultazione preliminare tra tutti gli elettori, che preceda la
    fase di selezione delle candidature da parte dei gruppi.



    E ciò sarà ancora più significativo se si consideri il ruolo
    rilevante che nel dibattito avranno le differenti opzioni
    culturali, che consentiranno una scelta basata effettivamente
    sull'adesione a programmi e idee.



    Siamo consapevoli del fatto che questa consultazione sarà
    possibile solo con l'esplicita adesione e partecipazione di tutti i
    gruppi organizzati, ai quali l'Anm chiede di collaborare a un
    progetto che dia maggiore legittimazione democratica all'elezione
    del Csm, favorendo l'indicazione dei candidati/eletti  da
    parte di TUTTI i magistrati italiani.



    Per questo la Gec, in caso di approvazione della  proposta
    provvederà ad interpellare i gruppi associativi fissando un termine
    per comunicare la disponibilità a partecipare alla
    consultazione.



    Per realizzare questo obiettivo è necessario che i gruppi
    associativi si impegnino a partecipare alla consultazione favorendo
    l'indicazione o l'emersione di un numero congruo di candidati, in
    modo da assicurare una effettiva selezione tra gli stessi e rendere
    possibile un confronto con candidati che non siano espressione dei
    gruppi associativi.



    La consultazione che proponiamo non può ovviamente avere carattere
    vincolante per nessuno, in quanto le scelte sulle candidature
    saranno adottate da ciascun gruppo o da singoli interessati;
    riteniamo, tuttavia, che una consultazione vera, aperta e
    partecipata possa fornire un rilevante contributo in favore di
    scelte dei gruppi e dei singoli maggiormente in sintonia con le
    indicazioni dell'elettorato.



    Proprio per questo è evidente che il meccanismo della
    consultazione non può riprodurre quello previsto per le elezioni,
    in quanto sarebbe inevitabile il rischio di una duplicazione dei
    suoi effetti negativi



    La proposta che vogliamo, pertanto, formulare è quella di una
    consultazione per aree territoriali, tale da consentire una
    maggiore vicinanza dei candidati agli uffici giudiziari nei quali
    operano



    Per evitare, però, da un lato una eccessiva parcellizzazione del
    voto e dall'altro che emerga un numero troppo elevato di eleggibili
    (tale da restituire pienamente alle correnti la selezione dei
    candidati) proponiamo la formazione di:





  • sei collegi territoriali per il
    merito;



  • tre per il pubblico ministero;


  • i collegi dovranno essere costituiti sulla base del criterio
    della contiguità territoriale e con pari numero di elettori.



    Si individuano, inoltre, le seguenti principali regole della
    consultazione:


  • la consultazione si terrà nel mese di febbraio;


  • tutti i magistrati che hanno diritto di voto per il Csm possono
    partecipare alla consultazione;


  • tutti i magistrati eleggibili per il Csm sono candidabili in
    uno dei collegi territoriali indipendentemente dalla sede di
    esercizio delle funzioni;


  • la presentazione delle candidature avviene con una
    dichiarazione di disponibilità, senza bisogno di firme di
    presentazione;


  • tutti i candidati devono indicare un programma elettorale;


  • i gruppi associativi si impegnano a indicare e favorire la
    presentazione di più candidati della propria aerea culturale per
    ciascun collegio;


  • i gruppi associativi si impegnano a sostenere nelle elezioni
    del Csm esclusivamente candidati che abbiano partecipato alla
    consultazione;


  • ogni elettore esprime per ciascuna categoaria un voto
    principale e un voto secondario, che verranno conteggiati
    separatamente;


  • lo spoglio avviene nella sede del distretto più grande del
    collegio;


  • la Gec è delegata alla concreta individuazione dei collegi
    territoriali, alla nomina degli uffici elettorali locali e di
    quello centrale, e agli ulteriori necessari adempimenti
    esecutivi.



Un'ultima notazione.



L'organizzazione da parte della Gec
di una tale consultazione determina, ad avviso unanime dei suoi
componenti, una oggettiva incompatibilità a partecipare come
candidati alla consultazione. È un principio generale per noi
scontato, quello della astensione in presenza di potenziali
conflitti di interesse, ma che probabilmente di questi tempi giova
ribadire.




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