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15 dicembre 2018

L'Anm sulla bozza di intervento di riforma del processo civile

Con riferimento alle preliminari interlocuzioni sulla bozza di intervento sul rito civile, l’Associazione Nazionale Magistrati ha rappresentato al Ministro che l’obiettivo di efficienza del processo civile deve puntare prioritariamente sulla realizzazione degli interventi sulle risorse in termini di copertura degli organici di magistrati e personale amministrativo, di revisione delle piante organiche, di dotazioni materiali ed informatiche che consentano effettiva operatività all’ufficio per il processo.
Va ribadito che ciò che rallenta la risposta della giustizia civile è l’arretrato, non le cause di nuova iscrizione.
Per questo, ogni riforma sul rito, che punti alla rapida definizione delle sopravvenienze, rischia di non cogliere nel segno, ponendo, anzi, la gran parte degli uffici nella incongrua alternativa di contravvenire ai precisi obblighi CEDU in merito alla definizione dell’arretrato.
L’Anm garantirà, come sempre, il proprio contributo tecnico per lo studio della proposta di riforma avendo di mira la qualità della riposta di giustizia che passa necessariamente: 



  • per l’approntamento di misure che mirino alla eliminazione dell’arretrato e tengano conto del vero “collo di bottiglia” rappresentato dal momento della decisione, il cui spazio, spesse volte, per la complessità e delicatezza delle vicende processuali, non tollera di essere soffocato da tempi contingentati se non a scapito della qualità della risposta alla domanda di giustizia;

  • per la riduzione di quei tempi processuali che possano dirsi veramente “morti” mantenendo però integra la garanzia del pieno esercizio del diritto di difesa da parte del cittadino

  • per il mantenimento dell’attuale sistema dispositivo temperato in materia di poteri probatori d’ufficio, in coerenza con i principi sostanziali dell’onere della prova e della disponibilità dei diritti oltreché con la stessa terzietà ed imparzialità del giudice;

  • per la responsabilizzazione delle parti del processo senza l’appesantimento di imposizioni e sanzioni che rischiano di aumentare la conflittualità tra le parti ed irrigidire tempi ed esiti delle cause;

  • per il pieno controllo del giudice di tutte le fasi processuali compresa quella di acquisizione della prova.

  • L’Anm intende proseguire il confronto intrapreso con l’avvocatura auspicando che le convergenze già riscontrate sui temi, cari ad entrambe le categorie, della qualità e dei tempi della giustizia conducano a soluzioni quanto più condivise.



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