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13 febbraio 2016

Il Comitato Direttivo Centrale sugli esiti della consultazione referendaria

L’ANM da tempo ha sollevato la questione dei carichi di lavoro dei magistrati, che, spesso insostenibili anche per effetto delle gravi carenze nelle dotazioni di mezzi e personale e per l’irrazionale distribuzione dell’organico dei magistrati, pregiudicano, da un lato, l’effettiva resa del servizio-giustizia e, dall’altro, sovraccaricano di responsabilità i colleghi, che devono fronteggiare la difficoltà di coniugare quantità e qualità del lavoro, nonché il rischio di subire procedimenti disciplinari per ritardi anche poco significativi.


La consultazione referendaria dello scorso gennaio ha espresso una chiara indicazione di migliaia di colleghi nel senso di regolamentare e limitare i carichi di lavoro divenuti sempre più insostenibili.


In linea con gli obiettivi e gli intenti che l’Associazione sostiene unitariamente, per venire incontro ad esigenze dei magistrati e dei cittadini non più procrastinabili, il CDC invita il CSM a licenziare nel più breve tempo possibile una proposta concreta sui carichi di lavoro che siano predeterminati e rapportati a parametri nazionali.


A tal fine si propone al Consiglio Superiore di non disperdere il lavoro già effettuato in sede di Commissione del CSM sugli standard di rendimento, valorizzando gli elementi di unione tra le differenti impostazioni culturali dei diversi gruppi associativi e perseguendoattraverso idonee linee guida, un giusto equilibrio tra quantità e qualità del lavoro giudiziario in una prospettiva nazionale,valutando i vari parametri necessari allo scopo.


Per quanto riguarda i temi su cui si registrano ancora differenti impostazioni culturali, i gruppi aderenti al CDC presentano nella seduta odierna le rispettive proposte.


In relazione all’esito degli altri quesiti referendari si invita il prossimo CDC:


- a valutare serie e significative iniziative di protesta (ivi inclusa la sospensione delle indebite attività di supplenza dei magistrati) in relazione al permanere della grave situazione di carenza di organico del personale amministrativo e della mancata revisione delle piante organiche, vista la persistente inerzia del Ministero;


- a valutare eventuali iniziative per contribuire al pagamento dei maggiori premi assicurativi in materia di responsabilità civile degli iscritti e per fornire adeguata assistenza legale ai magistrati coinvolti nei giudizi di responsabilità;


- a sollecitare il CSM ad introdurre in sede di normativa secondaria un testo unico sulla tematica delle ferie, per assicurare una disciplina uniforme sul territorio nazionale ed il legislatore ad un intervento normativo sulla sospensione dei termini per il deposito delle sentenze in periodo feriale.


Roma, 13 febbraio 2016



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